Basilica di San Marco, al via i lavori. Le imprese accusano: «Periodo sbagliato, siamo in balia delle maree»

Giovedì 23 Settembre 2021 di Roberta Brunetti
I lavori alla Basilica di San Marco

VENEZIA - Gli scavi, tutt’attorno alla Basilica di San Marco, sono iniziati ieri, 22 settembre, di buon mattino: lentamente, come previsto in questa prima fase, sotto la vigilanza dell’archeologo, i primi sacchi di terra sono stati riempiti. Ma attorno alle 12, ecco che l’acqua affiora tra il terriccio appena smosso. I lavori devono rallentare, aspettare che le pozzanghere si svuotino con i tempi della marea. Sarà davvero un cantiere regolato dalle maree, questo per la posa della barriera di lastre in vetro a protezione della Basilica dalle acque alte intermedie, dove anche i turni di lavoro delle maestranze seguono già le previsioni del centro maree. Una variabile che con le altre complicazioni legate al fatto di essere a San Marco, fa lievitare del 50% il costo di questo intervento rispetto ad un altro in città storica. Una variabile, soprattutto, che non consente di fare previsioni sui tempi. «Il progetto prevede di finire per Natale, faremo il possibile per rispettare questa tempistica, ma non possiamo garantire» allarga le braccia Renzo Rossi, dell’omonima impresa che con Kostruttiva sta eseguendo i lavori. «Si è scelto il momento peggiore dell’anno per un intervento di questo tipo, questo è un dato di fatto» rincara la dose Devis Rizzo, presidente di Kostruttiva. La sintesi è del presidente di Ance Venezia, Giovanni Salmistrari, arrivato in Piazza per dare un saluto ai colleghi. «Questa non è polemica - premette - La verità è che si pretendono dalle imprese tempi ridicoli in un periodo dell’anno sbagliato. Intanto tutti gli altri lavori del sistema Mose sono ancora fermi, non si vede l’alba». Un avvio preoccupato, insomma, per quello che è uno dei cantieri più attesi, dalla genesi tanto travagliata. Pensare che doveva essere un intervento veloce, per un’opera provvisoria da 3 milioni, in attesa della messa in sicurezza dell’intera insula marciana che avrà inevitabilmente tempi (e costi) più lunghi. In realtà, come noto, il progetto di barriera, proposto dalla Procuratoria di San Marco, ha avuto un iter ad ostacoli tra Provveditorato alle opere pubbliche, commissario sblocca-cantieri, Consorzio Venezia Nuova in crisi. Così si è arrivati al via con un anno e mezzo di ritardo, nel momento peggiore.

Video

LAVORI A TEMPO DI MAREA
Ieri Rossi e Rizzo hanno fatto il punto della situazione con i giornalisti. Dopo la consegna dei lavori il 23 agosto scorso, le prime settimane sono state spese per allestire l’area di cantiere. La Basilica ora è circondata da una “gabbia” che delimita uno spazio ampio, circa 1500 metri quadri, dove si svolgeranno i lavori. Possibilmente senza troppi contatti con i turisti per cui sono stati creati degli ingressi.
Altra complicazione: tutto il necessario per il cantiere è arrivato di notte, dall’unico pontile di carico scarico della Piazza. E tutto dovrà andarsene da lì. Ma il peggio, si diceva, è la convivenza con le acque alte. Dovendo lavorare a tempo di marea, le maestranze sono state alloggiate in un appartamento nelle vicinanze, per non perdere ulteriore tempo negli spostamenti. Ieri erano in tutto 12.

IL RISCHIO ARCHEOLOGICO
Questo primo scavo procederà attorno alla Basilica per 130 metri lineari, quelli della barriera, per 3 di larghezza e un massimo di uno e mezzo di profondità, dove poggeranno le lastre. Servirà soprattutto a verificare eventuali presenze di interesse archeologico. Eventualità altamente probabile: altra variabile a rischio per i tempi. Anche perché oltre a stop imprevisti, potrebbe determinare anche qualche piccola variazione sul tracciato della barriera, con conseguenti modifiche della misure delle lastre. Dei circa 2 milioni di lavori effettivi, più della metà è proprio per la realizzazione di questi vetri speciali. «Non abbiamo ancora scelto il fornitore, ne abbiamo due in lizza - ha spiegato Rossi - ma stiamo ragionando proprio su queste misure che sono ancora incerte». Rispettare i 120 giorni dal 23 agosto sarà proprio un’impresa.
E sullo sfondo resto lo stallo dei lavori del Mose, con l’accordo per i crediti delle imprese con il Cvn non ancora trovato. «L’incertezza regna sovrana» ha ribadito Rizzo. «Sono felice per il cantiere di San Marco: era importante e andava fatto - ha puntalizzato Salmistrari - ma vorrei che fosse importante tutta la salvaguardia, invece siamo fermi».
 

Ultimo aggiornamento: 11:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA