Barriera in vetro per proteggere la basilica di San Marco, arriva la firma

Mercoledì 21 Luglio 2021 di Roberta Brunetti
Il rendering di come sarà la protezione in vetro che salverà la basilica di San Marco da quelle acque intermedie per cui il Mose non basta

VENEZIA - Le ultime firme - digitali - sono arrivate ieri pomeriggio. Quella dell’ingegner Valerio Volpe, responsabile dell’ufficio salvaguardia, per il Provveditorato alle Opere pubbliche del Triveneto, da un lato. Quella del commissario liquidatore, il commercialista Massimo Miani, per il Consorzio Venezia Nuova, dall’altro. Hanno sottoscritto insieme quell’”atto attuativo” che dà il via libera ai lavori della barriera in vetro per proteggere la Basilica di San Marco dalle acque alte intermedie, quelle in cui il Mose non entra in funzione. Ultimo passaggio sofferto di un’opera pensata come provvisoria, in attesa della protezione dell’intera insula Marciana, e che come tale doveva essere realizzata velocemente, già per l’autunno dell’anno scorso. Che invece è incappata in una serie di lungaggini, tra cambi di progetto e incertezze sull’iter da prendere. Ora finalmente, con l’atto firmato ieri, di fatto il contratto per i lavori, il cantiere dovrebbe aprire a giorni. Nelle settimane scorse il Cvn aveva già individuato la ditta consorziata che se ne occuperà: Kostruttiva, che dal momento della consegna dei lavori avrà 90 giorni di tempo per completare l’intervento. Tempistica ridotta all’osso, che comunque, arrivati ormai a fine luglio, farà slittare la protezione della Basilica a fine ottobre, inizi novembre. Quindi con la stagione delle acque alte già iniziate, se tutto andrà bene.

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UNA STORIA INFINITA
Davvero una storia infinita, questa della barriera di lastre in vetro. Iniziata a inizio 2020, quando fu la Procuratoria di San Marco a proporre questo intervento provvisorio e sulla carta veloce. In realtà, la decisione del commissario al Mose, Elisabetta Spitz, di far abbellire il progetto originario dallo studio Boeri, rallentò da subito l’iter, anche per le parziali bocciature dei comitati dei Beni culturali. Così, lo scorso autunno, la Basilica millenaria si ritrovò ancora a mollo. Quest’anno, invece, si è consumato nella scelta tra gara e assegnazione diretta dei lavori. Per mesi Provveditorato e Consorzio si sono confrontati sul tema, con pareri legali e approfondimenti anche in commissione parlamentare. Alla fine la scelta era caduta sull’assegnazione diretta, per velocizzare i tempi, ma a maggio l’avvio della procedura di “ristrutturazione del debito” da parte del Cvn aveva sparigliato le carte e fatto cambiare strategia a Palazzo X Savi. A quel punto, però, erano state le consorziate a proporsi di pagare la necessaria fidejussione, minacciano ricorso se si fosse fatta la gara. Era inizio giugno. Altri tempi burocratici. Poi, venerdì scorso, Kostruttiva ha formalizzato la fidejussione. E ieri è stato sottoscritto l’atto. Il progetto, a firma dell’ingegner Daniele Rinaldo, vale 3,7 milioni, di cui 2,2 di lavori: un milione circa per gli interventi di preparazione, l’altro per la fornitura delle lastre. Sarà una corsa contro il tempo che ora può iniziare.


TRE IN SOPRALLUOGO
Tempo di scelte anche sul fronte “caldissimo” della manutenzione del Mose per il rischio usura. Domani scade la gara per la presentazione di un piano complessivo di manutenzione ordinaria e straordinaria delle paratoie. Importo: 64 milioni per studiare la soluzione migliore per la durevolezza dei materiali corrosi. In queste settimane tre gruppi hanno chiesto di andare in sopralluogo. Ora si vedrà se formalizzeranno le rispettive offerte. L’apertura delle buste è fissata per il 27 luglio.

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Ultimo aggiornamento: 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA