«Sei una spia»: anziana barricata in casa per le minacce degli spacciatori

Giovedì 4 Giugno 2020 di Paolo Guidone
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MESTRE - «Non si può vivere così, terrorizzata per le minacce subite, girando per casa con il mattarello in mano, senza mangiare e con gli ansiolitici sul comodino». Alla sua vicina di scala che non vuole più uscire per il timore di essere aggredita dai condomini, la signora Monica consegna la spesa ogni giorno cercando come può di aiutarla a liberarsi da un incubo iniziato una settimana fa, quando i Carabinieri hanno ispezionato e perquisito un garage e un appartamento di un condominio Ater di via Bagaron a Campalto, in cui vivono entrambe le donne, che sarebbe diventato deposito e base di smistamento, oltre che luogo di consumo, di sostanze stupefacenti gestito da un inquilino abusivo di origine tunisina. 

Dopo i due mesi di lockdown la signora Nerina continua a vivere barricata in casa ma questa volta la paura non viene dal Coronavirus ma dai vicini del piano di sotto che, dal giorno della perquisizione del loro garage e del loro appartamento, minacciano e insultano quotidianamente la donna, pensionata originaria di Ca’ Emiliani, ritenendola erroneamente la responsabile della soffiata ai Carabinieri che ha scoperchiato un giro di spaccio in realtà ben noto da tempo a tutti gli inquilini di un palazzo tra i più disastrati tra quelli di via Bagaron. «Qui dentro andavano e venivano a spacciare e a bucarsi a tutte le ore - ricorda Monica - e siccome hanno trovato questa roba in casa del tunisino ora stanno mollando le viti della porta sigillata che conduce al sottotetto del palazzo per ricavarne un altro luogo dove nascondere la droga». In questa scala, in cui gli episodi di vandalismo sono quotidiani, vi sono quattro appartamenti su sei occupati abusivamente, una situazione che persiste da anni malgrado le ripetute denunce scritte inviate all’Ater dagli inquilini in regola. Una situazione di degrado sociale che rende ancora più tesi i rapporti tra i condòmini e ben conosciuta da tutti gli inquilini di un rione difficile qual è quello di via Bagaron, al punto da indurre gli stessi residenti a ritenere che “prima o poi qui ci scapperà il morto”.

L’ unico modo per allontanare gli spacciatori dal condominio in cui vive barricata la signora Nerina (perché sembra che il tunisino non sia l’unico inquilino della scala a detenere sostanze in casa), sarebbe quello di sporgere denuncia alle Forze dell’Ordine, iniziativa sollecitata dagli stessi Carabinieri intervenuti il giorno della perquisizione, ma per evitare ulteriori ritorsioni la donna, che ha 70 anni e vive da sola, non ne vuole sapere, almeno non prima di aver trovato un nuovo alloggio in cui poter vivere senza sentirsi la paura addosso. «Da quando i Carabinieri sono venuti a casa mia perché gli indicassi solo dove si trovano i garage del condominio io non vivo più e non esco più di casa - spiega la signora Nerina – e da quel giorno sono stata accusata di essere una spia, mi hanno minacciata e sputato in faccia e per questo ho deciso di andare via da qui e di chiedere all’Ater di fare un cambio di alloggio. Mi va bene tutto, anche un appartamento più piccolo del mio e da qualsiasi parte, purché sia lontano da via Bagaron». Ultimo aggiornamento: 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA