Banca Ifis, balzo dell'utile e il titolo vola in Borsa

Acquisti Npl in anticipo rispetto al programma, monitoraggio sugli impatti di guerra

Venerdì 13 Maggio 2022 di Maurizio Crema
Frederik Geertman, amministratore delegato di Banca Ifis

VENEZIA - Banca Ifis chiude il primo trimestre con un utile netto in crescita del 74% a 35 milioni e in Borsa il titolo dell'istituto veneziano sale del 3,38%. «I risultati del primo trimestre 2022, in significativa crescita rispetto allo stesso periodo del 2021, sono stati raggiunti grazie alle ottime performance di tutti i settori della banca - dichiara Frederik Geertman, amministratore delegato di Banca Ifis -. I ricavi riflettono il dinamismo della rete commerciale supportata dal processo di digitalizzazione in corso. I risultati sono evidenti in tutte le principali business unit, che nel primo trimestre 2022 hanno riportato tassi di crescita superiori ai mercati di riferimento: il turnover del factoring è cresciuto del 19% (rispetto al +14% del mercato), le erogazioni del leasing auto del +5% (rispetto all'1% del mercato)».
Il margine di intermediazione dell'istituto veneziano è in crescita del 18,6% a 163,3 milioni di euro e beneficia di maggiori ricavi nel settore Npl, pari a 69,8 milioni di euro (+11,5 milioni di euro rispetto a fine marzo 2021) e nel settore Commercial & Corporate Banking, pari a 73,8 milioni di euro (+8,6 milioni di euro sul trimestre 2021). I costi operativi ammontano a 87,8 milioni di euro (+ 4,7% rispetto a 83,8 milioni di euro del trimestre 2021) per l'inclusione a perimetro del ramo ex Aigis Banca e per alcuni progetti strategici quali la fusione di Credifarma in Farbanca.
Il costo del credito è pari a 17 milioni (in diminuzione) e include accantonamenti per circa 8 milioni a fronte di posizioni del portafoglio commerciale. Solida la posizione di liquidità: circa 1,3 miliardi al 31 marzo 2022 di riserve e attivi liberi finanziabili in Bce (Lcr superiore a 1.300%). Il Cet1 è in crescita al 15,72% (15,44% a fine dicembre 2021). Per l'Ad è «uno dei più alti del mercato e non include l'utile del primo trimestre, altrimenti sarebbe vicino al 16%». Confermati gli obiettivi del piano mentre su Russia, Bielorussia e Ucraina la banca non ha un'esposizione materiale e sta attuando un attento monitoraggio degli impatti sulla clientela, sia diretti - derivanti dal calo dell'attività di import/export - sia indiretti - dall'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime. Solo il 3% dei crediti che erano in moratoria presenta tre rate in scaduto e, di questi, i due terzi sono garantiti da garanzia statale per l'80%. «La quota di mercato nei finanziamenti alle Pmi è in crescita. Non vediamo l'impatto di nuovi operatori che sono entrati in questo business e ci sentiamo fiduciosi nella nostra capacità di competere», osserva Geertman durante la conference call con gli analisti. Riguardo al portafoglio Npl, il ceo ha sottolineato come il gruppo abbia effettuato acquisti per 600 milioni nel primo trimestre e sia dunque «in anticipo rispetto al piano di acquisti per l'anno».


DIGITALE
L'obiettivo è di 1 miliardo circa di acquisizioni di nuovi portafogli. Sul tema della digitalizzazione, Geertman ha spiegato che il percorso sta procedendo molto rapidamente con soluzioni web per le Pmi che porteranno a vantaggi reali: «Siamo partiti con una nuova piattaforma digitale nel factoring». Il dividendo sul 2021 è di 0,95 euro per azione, il doppio dell'esercizio 2020.

 

Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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