Baby gang, arriva il conto: 3 giovani agli arresti in casa, 2 in comunità

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Una baby gang in azione a Rialto (foto di repertorio)
VENEZIA - Baby gang a Venezia, per i responsabili   arriva il conto. Nelle prime ore della mattina di oggi, 17 settembre ,la Squadra Mobile ha eseguito provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi, rispettivamente, dai locali Uffici G.I.P. presso i Tribunali Ordinario e per i Minorenni, su richiesta delle relative Procure della Repubblica, a carico di 5 ragazzi ritenuti responsabili, in concorso e a vario titolo, dei reati di minaccia, lesioni gravi aggravate, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, getto pericoloso di cose; tre dei cinque giovani sono maggiorenni e, a loro carico, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari; gli altri due, minorenni all’epoca dei fatti, sono stati collocati in comunità.

Agli arresti domiciliari è finita una ragazza di 19 anni e due ragazzi 18enni. Un ragazzo, che ha appena compiuto 18 anni ma all'epoca dei fatti era ancora minorenne, e un sedicenne, sono stati collocati in comunità.

I fatti risalgono alla notte tra sabato 6 e domenica 7 aprile decorsi, quando due coppie di giovani erano stati vittime di un’aggressione da parte di un gruppo di ragazzi, tra i quali i cinque colpiti dai provedimenti restrittivi di oggi, tra Campo San Giacometto e Campo dell’Erbaria, a Rialto. Quel sabato le due coppie di fidanzati erano uscite per trascorrere la serata in serenità quando, scese le scalinate del Ponte di Rialto, la banale richiesta di una sigaretta da parte di alcuni altri giovani e giovanissimi si è trasformata, da parte di questi ultimi, dapprima in espressioni di minaccia e poi in una vera e propria aggressione che ha cagionato, a due delle quattro vittime, nonostante i loro disperati tentativi di difesa, lesioni giudicate guaribili in tre mesi.

IL FENOMENO BABY GANG Sessanta ragazzi "osservati speciali"

Nel corso dell’assalto gli aggressori hanno infatti ripetutamente colpito le vittime con calci, pugni ed oggetti improvvisati, quali bottiglie di vetro, nonché scudisciate con steli spinosi di rose. Solo l’intervento di quattro poliziotti, due dei quali fuori servizio, peraltro oggetto anche loro di minacce, insulti e lanci di bottiglie di vetro da parte dei giovani aggressori, ha alla fine interrotto l’azione violenta del gruppo di giovani.

CRIMINALI PER NOIA 
«Non sapevamo cosa fare» 

Le indagini effettuate dalla Squadra Mobile di Venezia, coordinate delle Procure della Repubblica presso il Tribunale Ordinario e quello per i Minorenni, hanno permesso di inquadrare l’episodio nel più ampio fenomeno sociale delle cosiddette baby gang, gruppi composti da giovani appena maggiorenni, o giovanissimi al di sotto della maggiore età, che si sono associati e hanno consumato, negli ultimi mesi, numerosi atti criminali, per i quali sono già stati eseguiti diversi provvedimenti restrittivi della libertà personale dalla Squadra Mobile nell’ultimo trimestre, oltre a numerose misure di prevenzione da parte del Questore di Venezia.

Grazie alle testimonianze raccolte, all’analisi dei dati del traffico telefonico, dei filmati dei circuiti di video sorveglianza della zona e di altri riscontri acquisiti anche in occasioni delle precedenti indagini, sono stati raccolti elementi utili che hanno consentito di ricostruire la vicenda e di richiedere ai competenti G.I.P. le misure eseguite oggi.
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Martedì 17 Settembre 2019, 10:54






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5 di 21 commenti presenti
2019-09-18 14:42:43
Sai che paura ? Sai che pena ? Ma per carità, con queste pene ridicole questi non hanno capito la lezione, questi ne combineranno delle altre sicuro.
2019-09-18 07:22:34
In casa a giocare ai videogiochi e a chattare con gli amici ? Appero' che punizione. 50 frustate invece ? NOooo. Non sia mai qualcuno tocchi Caino.
2019-09-18 00:51:52
Ridicolo
2019-09-17 18:25:10
Non sono d'accordo sulla pena. In questi casi si dovrebbe prevedere il carcere vista la recidivita'
2019-09-17 16:14:18
Gli arresti domiciliari mi sembrano una pena troppo mite, specie se finora la famiglia si è dimostrata un ambiente diseducativo.