Area verde rasa al suolo per la pista ciclabile, esplode la contestazione

Sabato 23 Gennaio 2021 di Alvise Sperandio
Area verde rasa al suolo per la pista ciclabile, esplode la contestazione
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MESTRE - Il Comune rade al suolo il giardino tra via San Pio X e via Giardino ed esplode la protesta di residenti e lavoratori della zona, anche con post sui social di dura contestazione. Ma il caso esplode anche nella coalizione di centrodestra, con la presa di distanze del capogruppo della Lega a Ca’ Farsetti e dell’assessora alla Sicurezza, Silvana Tosi: «Chiamati gli agenti per vigilare sul cantiere? Non ne sapevo nulla». 
Primo tra tutti a scendere in campo è stato Michele Boato, consigliere di Municipalità del centro e componente dell’associazione Amico Albero, che attacca a muso duro parlando, senza mezzi termini, di “strage, devastazione e vergogna”. L’assessore ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto, però replica: «Non sarà tolto neanche un centimetro quadrato di verde. Restituiremo quel luogo migliore di adesso». «Sono esterrefatto da quant’è successo, tanto più che nessuno era stato informato di un intervento del genere», dichiara Riccardo Brunello, capogruppo in Consiglio comunale. Ma si fa sentire soprattutto la voce di Silvana Tosi, a proposito dell’invio delle pattuglie della Polizia locale a sorvegliare l’abbattimento delle piante: «Non ne sapevo nulla, immagino che sia un’operazione di ordinaria amministrazione. Ma se è vero che non serve la mia autorizzazione, almeno vorrei essere informata per quant’è di mia competenza. Chiederò al sindaco Brugnaro e al comandante Agostini un maggior coordinamento». 
L’abbattimento delle piante – quattro alberi, siepi e arbusti – che si trovavano tra il marciapiede e i portici dei condomini all’imbocco di via San Pio X (in sostanza dove iniziano i banchi del mercato bisettimanale), rappresenta il primo atto del cantiere aperto l’altro ieri per la realizzazione della nuova pista ciclabile che collegherà riviera Marco Polo e via Fapanni verso via Poerio, attraversando piazzale Cialdini. 
«Tutto è stato annientato alle 7 del mattino, sotto la sorveglianza dei vigili urbani mandati da Zaccariotto evidentemente per evitare le proteste dei residenti – accusa Michele Boato –. Non dimentichiamo che molte di quelle piante erano state messe come piccolo risarcimento per la distruzione del parchetto di via San Pio X e non dovevano essere assolutamente toccate». Il capogruppo leghista Riccardo Brunello ricorda: «Ben venga la pista ciclabile. Ma già due anni fa avevamo discusso in Municipalità delle sorti del giardino e ci era stato garantito che al massimo sarebbe stato tolto qualche arbusto, non di più». Un’interrogazione al sindaco arriva dal consigliere comunale di Verde Progressista Gianfranco Bettin: «Era proprio impossibile un tracciato diverso? Era, ovviamente, possibilissimo, solo che forse significava, per la giunta, “sacrificare” un po’ del prezioso asfalto che consente di assediare il cuore della città con le auto e dunque di farne una camera a gas», scrive ironico. «Dal rendering si nota che il giardino sarà trasformato in una piazzetta, con pochissimo verde e piuttosto piastrelle e tanto cemento», rincara Francesco Brunello a nome dell’associazione Mestre Mia. 
Al fuoco di fila delle proteste ribatte Zaccariotto confermando, intanto, che la magnolia rimasta in piedi verrà salvata. «Il progetto lo si conosce da oltre un anno - replica l’assessora ai Lavori pubblici –. Non è corretto parlare di eliminazione. Nella prevista, importante opera di riqualificazione, non verrà tolto neanche un centimetro quadrato di verde. L’area è semiabbandonata. Saranno ripiantati alberi e arbusti con un intervento non certo lasciato all’improvvisazione. Restituiremo il luogo migliore di adesso, con l’aggiunta della nuova pista ciclabile, richiesta e attesa dai cittadini, che permetterà di collegare la parte ad est della città con quella ad ovest, superando in piena sicurezza lo snodo di piazzale Cialdini». 

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