Gli albergatori di Jesolo contro il "green pass": «È un ostacolo al turismo».

Mercoledì 5 Maggio 2021
Jesolo. albergatori contro green pass
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JESOLO - «Comunichiamo bene quello che si può fare, non quello che non si può fare. Purtroppo si continuano a dare informazioni che finiscono per diventare un forte freno per chi vorrebbe fare vacanza».

Lo afferma in una nota il presidente dell'Associazione Jesolana Albergatori e coordinatore Federalberghi Spiagge Venete, Alberto Maschio, commentando l'annuncio del "green pass" turistico. «Il problema - secondo Maschio - è più di comunicazione che di sostanza. Per spostarsi serve essere vaccinati, oppure avere avuto il Covid-19 negli ultimi sei mesi o, ancora, avere effettuato un tampone nelle ultime 48 ore antecedenti il viaggio? Bene, si dica semplicemente che serve questo. L'idea del pass, dell'avere una sorta di passaporto, di via libera per andare in vacanza, rappresenta un ostacolo psicologico per i turisti. Rischia di creare gli stessi danni del coprifuoco. È come se lo scorso anno avessimo detto che gli hotel dovevano avere un certificato, un pass per ricevere gli ospiti, invece di porre le regole nei protocolli. Regole che, giusto ricordarlo, sono state rispettate e non ci sono stati casi di contagi per tutta l'estate. Sembra quasi - conclude - che tutto ciò che è stato fatto lo scorso anno non sia servito a nulla, invece di avere rappresentato la base per ripartire in sicurezza».

Federalberghi Veneto

A ruota degli albergatori jesolani anche Federalberghi Veneto ha espresso i suoi timori sul green pass. «L'obiettivo è la movimentazione delle persone in piena sicurezza, ma è importante che poi dietro non ci siano procedure burocratiche e amministrative tali da scoraggiare le persone - spiega il presidente Massimiliano Schiavon - Fa piacere che il premier parli di turismo e della sua ripartenza, ma abbiamo domande rispetto a questioni non ancora chiarite». Ad esempio, il costo del tampone per ottenere il green pass o la possibilità per i Paesi europei di prevedere comunque la quarantena per i viaggiatori in ingresso anche dopo l'entrata in vigore del green pass europeo.

Un altro problema sono i tempi.  Si parla del 15 maggio per il pass italiano e del 15 giugno per quello europeo: «Bisognerebbe che tutto avvenisse con maggiore velocità e chiarezza - conclude Schiavon - Al momento gli stranieri stanno disdicendo le prenotazioni. Non è che non vanno più in vacanza, ma vanno da altre parti, oppure le stanno posticipando a luglio e agosto».

Confturismo Veneto

«Ovviamente sarebbe meglio che il green pass non ci fosse, ma se ci deve essere, allora che arrivi il prima possibile», rincara il presidente di Confturismo Veneto, Marco Michielli. «Per il pass europeo il 15 giugno è troppo tardi. In Veneto il 70% dei turisti arriva dall'estero, così siamo condannati ad altri due mesi di inattività»

Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 09:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA