Irregolarità a raffica: sequestrato "Al Timon". Chiuso anche il Paradiso perduto

Venerdì 17 Settembre 2021 di Tullio Cardona
Al Timon
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VENEZIA  - Non avrebbe potuto nemmeno svolgere l'attività di ristorazione. Sono stati apposti i sigilli ed è stato sequestrato Al Timon, locale molto frequentato da turisti e giovani veneziani in fondamenta degli Ormesini, a Cannaregio, riconoscibile anche per i due piccoli bragozzi ancorati alla fondamenta ed usati a mo' di plateatico. Ieri mattina sono intervenuti i carabinieri del nucleo natanti assieme alla polizia municipale, al termine di accertamenti avviati con l'ausilio della Compagnia carabinieri di Venezia e dei tecnici dell'ufficio Salvaguardia del Provveditorato provinciale alle Opere pubbliche per il Veneto. Oltre ai sigilli al locale, sono state sequestrate anche le due imbarcazioni. 


LE CONTESTAZIONI

Non pochi gli addebiti contestati ai gestori in affitto d'azienda: i fratelli albanesi Arven, più un loro cugino. «Grandi lavoratori», li definiscono gli esercenti vicini; ma forse poco attenti alle regole. Si va dalla trasformazione da bar a ristorante senza alcun permesso presentato in Comune per ricevere il nulla osta, alla carenza di permessi per costruire. Inoltre gli albanesi vengono accusati di essere privi del nulla osta paesaggistico e delle autorizzazioni relative agli scarichi delle acque reflue in laguna. A questo proposito, dalle prime notizie sembrerebbe che i gestori siano autori di dichiarazioni non consone riguardo alla metratura e alla conformità delle fosse settiche, anche perché aumentando lo spazio per l'attività, doveva seguire un allargamento proporzionale delle fosse. I sequestri sono già stati autorizzati dall'autorità giudiziaria. «I titolari dell'attività commerciale inizialmente avviata come bar e poi trasformata senza averne titolo in ristorante - scrivono i carabinieri nel verbale - sfruttando la superficie offerta dalle due unità ormeggiate alla vicina fondamenta, potevano così ricevere un maggior numero di avventori, il tutto a discapito dell'ambiente». «Sì, gran lavoratori e lontani dalle mafie derivanti a Venezia dalla presenza di varie etnie - concludono i vicini commercianti - però se potevano rubare qualche centimetro lo facevano subito e durante la pandemia non rispettavano le normative. Brava gente, ma poco propensa a seguire le regole. Non si può essere superficiali soprattutto per ciò che riguarda le normative relative all'ambiente e agli scarichi in canale».

PARADISO PERDUTO

Vicino, il Paradiso Perduto permane serrato e sulla porta un cartello parla di motivazioni tecniche. La stranezza risiede nel fatto che avventori con tanto di prenotazione hanno trovato l'accesso sbarrato ed il locale chiuso, senza ricevere alcun avviso o disdetta da parte dei gestori. Così si sono dovuti arrangiare, disperdendosi nelle varie trattorie e ristoranti della zona, perdendo proprio il Paradiso. La fondamenta degli Ormesini è stata definita la zona più cool di Venezia, meta di molti itinerari enogastronomici proposti dalle agenzie nei diversi siti e dai vari operatori ed accompagnatori turistici. La sera è territorio dei giovani, che si aggregano per chiacchierare e per bere, spesso mettendo in difficoltà persino la viabilità. In poco più di sei anni sono sorti ben 25 locali di ristorazionenti. 

 

Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 09:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA