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Passeggeri molesti, grido di allarme in aeroporto: insulti e botte al personale dei check-in

Martedì 3 Agosto 2021 di Elisio Trevisan
Aeroporto Marco Polo, code check-in (foto di repertorio)
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MESTRE - Quello che è accaduto ai passeggeri del Venezia Cagliari di domenica mattina non è un'eccezione. Al Marco Polo di Tessera ma anche in altri scali italiani, specie nel periodo estivo, succede abbastanza spesso che ci sia gente che rimane a terra e che deve arrangiarsi perdendo ore o giorni di ferie. E il problema è che a rimetterci, oltre naturalmente ai viaggiatori, non sono le compagnie ma i poveri dipendenti degli handler, cioè delle società che gestiscono i servizi a terra per le compagnie e i passeggeri.

Nel caso specifico sono i lavoratori impiegati a banchi dei check-in e alle porte d'imbarco con i quali se la prende chi perde l'aereo. E il fenomeno sta rapidamente degenerando, passando da parolacce ad aggressioni fisiche, «tanto che i dirigenti e gli agenti di Polaria hanno acceso un faro su queste vicende - spiega Ivano Traverso, segretario della Cisl Trasporti -. Noi vorremmo che, oltre alla polizia, anche Enac, l'Ente che poi dovrà fare sintesi su queste continue anomalie, monitorasse attentamente la situazione».

Il fenomeno è talmente conosciuto ormai che questo tipo di passeggeri ha anche un nome, «gli unruly passengers, molesti passeggeri che pensano che tutto sia loro dovuto, che aggrediscono, creano risse, ed insultano i lavoratori frontline» affermano i segretari nazionali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl dei Trasporti intervenuti a seguito di casi particolarmente gravi verificatisi in queste settimane: «L'ultima aggressione di qualche giorno fa, è avvenuta nello scalo di Bologna. Serve una presa di posizione forte: è importante che le aziende non abbandonino a se stessi i propri dipendenti e facciano tutto il possibile per tutelarli e prevenire tali situazioni, e che si costituiscano parte civile nelle denunce fatte a seguito di aggressioni».

LOW COST LE PIU' COLPITE

I Sindacati spiegano che specialmente con le compagnie aeree low cost si verificano questi episodi «e inevitabilmente i passeggeri scaricano le loro frustrazioni per possibili inefficienze proprio sui malcapitati di turno». Ivano Traverso aggiunge che «la situazione sta peggiorando perché, dopo un anno e mezzo di lockdown, la gente vuole partire, e se per qualsiasi motivo rimane a terra diventano furie. E questo nonostante negli aeroporti il numero dei viaggiatori sia ancora molto basso rispetto a prima del Covid».


Domenica mattina un gruppo di passeggeri in aeroporto sin dalle 4:30 del mattino per andare a Cagliari è rimasto a terra perché la compagnia low cost Volotea ha fatto partire un aereo più piccolo del programmato, e non c'erano posti a sedere a sufficienza. La spiegazione data ai presenti è che l'inconveniente è nato dalla necessità di far salire i passeggeri su un altro velivolo e con altro equipaggio proveniente da Verona, ma molti hanno pensato a un overbooking, ossia a vendite di più biglietti dei consentiti.

«Overbooking o guasti ad aeroplani poco importa, il risultato è lo stesso: delle persone restano a terra e devono trovare voli successivi sperando di non perdere giorni - conclude Traverso, il segretario Cisl Trasporti -. Cambi d'aereo si verificano di sovente perché le compagnie li fanno girare n continuazione per renderli economicamente sostenibili, e il problema è che si produce un effetto domino: quando si rompono una o due macchine, si generano grossi problemi anche su più giorni, perché sono magari i velivoli che devono tornare il giorno successivo, e ritardi e cambi si accumulano».

Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 20:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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