Dall'aeroporto a Venezia sui "droni" porta persone: sarà realtà entro due anni

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Luca Bagnoli
Dall'aeroporto a Venezia sui "droni" porta persone: sarà realtà entro due anni
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VENEZIA - Arrivi al Marco Polo e voli subito a destinazione, atterrando in centro città. Non è fantascienza. Basterà aspettare un paio di anni, quando nel 2024 sarà possibile spostarsi dall'aeroporto di Tessera alle zone abitate di Mestre e Venezia a bordo di velivoli elettrici a decollo verticale (e-Vtol), riducendo il traffico su strada a favore dell'aria in quota. É un progetto per lo sviluppo internazionale della mobilità avanzata, sostenibile e intra-city, partorito dalla neonata Urban Blue, realtà partecipata da aeroporti di Venezia, Bologna, Roma e Nizza Costa Azzurra, uniti per la realizzazione dei cosiddetti vertiporti, dai quali si muoveranno nel rispetto dell'ambiente non solo persone con i propri bagagli, ma anche merci (pacchi, materiale sanitario...), e non solo con meta lagunare o mestrina, ma pure verso altri luoghi d'interesse disseminati sul territorio. Al momento, però, non sono ancora definiti gli effettivi spazi di decollo dall'aeroporto e di atterraggio locale, e neppure la capienza massima come numero di passeggeri.


GLI STUDI DI FATTIBILITÀ

In una prima fase, infatti, Urban Blue realizzerà, in coordinamento con tutti gli attori del nuovo ecosistema, gli studi di fattibilità tecnico-economici e masterplan, propedeutici alla fase autorizzativa. La società, con profonde competenze nell'aviazione commerciale, generale e con elicotteri, ma aperta a nuovi partner industriali, tecnologici e finanziari per la progressiva espansione geografica dell'iniziativa, si occuperà insomma di studiare, progettare, costruire e gestire queste moderne e innovative infrastrutture di mobilità aerea urbana, che paiono le più promettenti in termini ecologici per i prossimi anni di transizione energetica, nell'ambito di un settore in forte crescita, con un valore di mercato per l'Europa stimabile in oltre 4 miliardi di euro al 2030. Ma come mai proprio Venezia? Perché offre un elevato potenziale d'utenza quale destinazione di interesse mondiale. E fin qui ci siamo. Ma c'è dell'altro. Il territorio sembra infatti perfetto per questi mini elicotteri anche dal punto di vista geomorfologico e climatico, presentando elementi particolarmente adatti ai primi passi di questa modalità del futuro immediato, come ad esempio la pianura, la costa e le condizioni meteo favorevoli, che incrementano inoltre l'operabilità dei mezzi. «Abbiamo dimostrato più volte che i nostri aerei possono volare, ma il settore può funzionare solo con il necessario ecosistema da costruire intorno ad esso», afferma Christian Bauer, Cco di Volocopter, partnership industriale di Urban Blue e prima società al mondo a sviluppare velivoli per il trasporto di passeggeri e merci all'interno delle aree urbane. Per orchestrare il tutto sarà poi necessario elaborare altresì una imponente infrastruttura digitale, come la nascente piattaforma VololQ, che dovrà essere in grado di sostenere la mole di lavoro per ogni fase del servizio.


ZERO EMISSIONI

«Il progetto dell'Urban Air Mobility - commenta Monica Scarpa, Amministratore delegato del Gruppo Save, gestore dello scalo a Tessera - rientra nel nostro impegno a raggiungere zero emissioni di Co2 entro il 2030, contenuto nella roadmap consegnata all'Airports Council International europeo, la cui assemblea generale in corso a Ginevra pone al centro del dibattito il percorso di sostenibilità e innovazione degli aeroporti. L'obiettivo - spiega Scarpa- è di dotare il Marco Polo di Venezia entro il 2024 di un vertiporto per veicoli elettrici a decollo verticale, che favoriranno la decongestione di un'area ad elevato traffico automobilistico».


      
 

Ultimo aggiornamento: 08:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA