Actv, da lunedì si torna a pieno regime

Mercoledì 27 Maggio 2020 di Michele Fullin
Actv, da lunedì si torna a pieno regime
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VENEZIA Actv, Vela e Avm da giugno torneranno a pieno organico e a pieno servizio. Dopo tre mesi di sacrifici, che agli amministratori del gruppo e del Comune sono serviti per aggiustare le previsioni ed elaborare una strategia, ora pare che si possa guardare al futuro con rinnovata fiducia e con una perdita prevista di soli 40 milioni. Una montagna di soldi, per un'azienda che finora è stata una miniera d'oro, ma che consentirà di avere un bilancio certificato e di evitare qualsiasi forma di commissariamento o, peggio, di procedure concorsuali.

LA LACRIMA
Lo ha detto ieri all'incontro con i vertici delle aziende del gruppo e con i sindacati il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il quale, al termine del discorso, si è commosso lasciando cadere una lacrima: «Grazie a tutti coloro che in questi mesi sono rimasti a bordo, rischiando anche la propria vita. E adesso, che il Signore ce la mandi buona».
L'incontro si è tenuto nell'Auditorium della Città Metropolitana, assieme all'assessore alle società partecipate Michele Zuin, al direttore generale del Gruppo Avm/Actv Giovanni Seno, ai Consigli di amministrazione di Actv, Avm e Vela, tutte le organizzazioni sindacali della Rsu e Rsa delle tre società.

Lo scopo era comunicare che il Comune, che è l'azionista di Avm, la fine del periodo di gestione emergenziale e l'avvio di un tavolo tra aziende e sindacati con lo scopo di far tornare il più presto possibile tutti i dipendenti al lavoro e i servizi al 100 per cento.

L'AZIENDA RESTA PUBBLICA
Così, Brugnaro ha spiegato il perché delle scelte drastiche che hanno portato alla soppressione della maggior parte delle corse e delle linee.
«Uno degli obiettivi che mi era stato dato dagli elettori - ha detto - è che l'Actv rimanesse un'azienda del Comune. Abbiamo istituito subito un contatto giornaliero per vedere cosa succedeva subito dopo l'inizio dell'epidemia e ci siamo resi conto subito di quanti sarebbero stati i mancati introiti e li abbiamo tenuti sempre aggiornati. Queste previsioni, fatte ai primi di marzo, parlavano di un calo di incassi di 90-100 milioni e abbiamo agito per evitare il tracollo. Il grande vantaggio di questa operazione è stato di non perdere un posto di lavoro. Continuare normalmente avrebbe significato mettere i conti fuori controllo. Per questo - ha proseguito - ringrazio i dipendenti che sono stati in cassa integrazione e anche i cittadini, che non hanno fatto proteste eclatanti. È così che siamo arrivati a un grande risultato: noi riusciamo a proporre un budget per la fine dell'anno a meno 40 milioni. Importante questo, perché ci consente di avere la certificazione di bilancio e la continuità aziendale».

L'ANNUNCIO
Brugnaro ha quindi detto che domani ci sarà un incontro tra aziende e sindacati il cui scopo sarà quello di rientrare al lavoro.

« Possiamo farlo - ha aggiunto rivolgendosi ai sindacalisti, come rappresentanti dei dipendenti - solo grazie a tutto quello che c'è stato fino ad adesso. Il mandato che diamo agli amministratori è che si rientra, tra ferie e orario normale. In cambio, chiediamo buona volontà perché non sappiamo come si muoverà la gente e quindi ci saranno corse piene e corse meno piene. E sappiate che la gente ha ancora paura. Fate come avete fatto finora, che è stato encomiabile e sappiate che il Comune, il 31 dicembre ci sarà».

Il riferimento è alla messa in sicurezza dei conti dell'ente, con la cancellazione totale del disavanzo di 72 milioni emerso durante la gestione commissariale e la possibilità di utilizzare 62 milioni a copertura di parte dei mancati introiti della città da turismo.

STATO E REGIONE
E poi, Brugnaro ha colto l'occasione per rimarcare quello che dice ormai da due mesi, cioé che la città è stata lasciata sola.

«I bilanci nostri li abbiamo sistemati - ha poi concluso - vedremo cosa farà la Regione e cosa farà lo Stato. Tutto nella trasparenza più totale, non cè niente da nascondere. L'unica cosa che mi permetto di chiedere a tutti voi è questa: non credete alle palle che sentite. I numeri che dico sono veri e certificati. Sono ancora basito che sia arrivato un aiuto prossimo allo zero dallo Stato, circa 15 milioni. Questa è la quota parte per il trasporto pubblico di una città diversa da tutte le altre. Per carità ce li daranno. Invece, la cassa integrazione che ci hanno dato non la usiamo, ci arrangiamo con le nostre risorse, come ho sempre detto. Quindi, facciamo l'accordo e il giorno dopo si rientra tutti a lavorare».

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