Actv, minacce e insulti al personale: disagi e code alle fermate. Verifiche sulle malattie

Lunedì 31 Maggio 2021 di Tomaso Borzomì
Ancora disagi alle fermate dei vaporetti

VENEZIA - Dopo i problemi legati ai trasporti, ora arrivano anche le minacce. Alcuni dipendenti dell’azienda Actv sono stati minacciati da residenti che, insofferenti per il caos che da giorni si protrae, arrivano persino a pensare di farsi giustizia da soli. Ieri alle 13 sulla linea 4.2 si è registrato l’ennesimo episodio di intolleranza, condannato da più parti, che ha visto protagonista, suo malgrado, una marinaia. Un uomo pretendeva di far salire sul mezzo il suo cane di taglia medio-grande senza museruola e quando l’equipaggio ha spiegato che non era possibile, il passeggero si è fatto largo autonomamente. L’aggravante, pare, ma questo non sarebbe del tutto dimostrato, sarebbe il fatto che l’uomo avrebbe anche cercato di aizzare il cane contro la marinaia. Il risultato è che la donna, visibilmente impaurita, non è riuscita a proseguire il turno, terminando anzitempo il servizio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.


EPISODI RICORRENTI
Un episodio già accaduto con dinamiche simili qualche tempo fa, quando l’equipaggio cercava solo di far rispettare il Dpcm che prevede la capienza ridotta al 50% per le norme anti-contagio ancora in vigore. Ma non è tutto. Altri dipendenti raccontano di episodi di minacce al di fuori dell’ambiente lavorativo, con appellativi come “lavativo”, fino all’augurio, eufemistico, di “problemi di salute”. Fattori che fanno propendere per i timori di incolumità fisica proprio i dipendenti, al punto da non sentirsi sicuri nello svolgimento dei propri compiti. L’incremento di fatti di questa entità sta facendo sì che ad alcuni lavoratori sia venuto in mente di rispondere alle accuse con la stessa moneta, ma, per il momento, grazie all’intervento di altri colleghi, è rimasta solo un’idea.


DIPENDENTI IN MALATTIA
E poi c’è il tema delle verifiche su presunte malattie, che dimostra la sua attualità, come fa sapere l’assessore ai trasporti Renato Boraso: «Fuori le carte. Onde evitare strumentalizzazioni, chiederò formalmente una relazione scritta, visti i disagi arrecati. È necessario capire se ci sono state improvvise malattie, il che ci può stare, ma vorrei capire cos’è successo, urge un senso di responsabilità». Da ultimo, il caos nei trasporti prosegue. Anche ieri i problemi si sono verificati in più parti della città, cioè stazione, Murano, Burano, Chioggia e Fondamente Nove. I pontili sono stati presi d’assalto, le persone sono rimaste a terra, proseguendo quella che è una situazione di difficoltà generalizzata che si protrae da tempo e non accenna a diminuirsi. La risposta di più sigle sindacali è che nella giornata di sabato ci sono state 35 defezioni su 800 dipendenti, numeri che sarebbero nella media.


I SINDACATI
«Nulla può esser imputato ai lavoratori rispetto ai disservizi. L’azienda ha bloccato il turnover nel 2020, siamo in organico ridotto, eroghiamo meno servizi di quello invernale, sono queste le cause dei disservizi. A prescindere dal 50% di capienza. Ci sono mezzi in manutenzione, siamo senza foranei, i bis vengono fatti con i vaporetti normali, non c’è stata programmazione nella gestione della manutenzione. E poi si esternalizza il servizio affidandolo a privati, un assurdo gestionale», chiarisce Valter Novembrini, della Filt-Cgil. Una posizione ripresa e condivisa da Alberto Cancian, della Usb-Lp, che aggiunge: «Mancano pure gli stagionali, le assenze di lavoratori sono fisiologiche, sono nella norma, ma si notano di più perché le esigenze estive sono maggiori». 
Timori per i rischi di privatizzazione arrivano dalla Sgb, un delegato infatti fa sapere: «Togliere risorse al servizio pubblico e destinarle alla linea dedicata al Salone nautico, per poi eliminare corse della linea 6 non va bene. Questo è l’inizio di uno smembramento».

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