Personale Actv, raddoppiati i certificati "brevi" di malattia tra giugno e ottobre

Domenica 14 Novembre 2021 di Michele Fullin
Actv: boom di certificati brevi di malattia
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VENEZIA - Le cronache ne parlano ampiamente da maggio: in Actv le assenze brevi per malattia sono letteralmente esplose dalla tarda primavera. All’epoca venivano messe in giro voci su inchieste per verificare i numerosi certificati medici che da fine maggio cominciavano ad arrivare all’ufficio del personale perché in corrispondenza con l’ascesa del livello della vertenza contrattuale, culminata in diversi scioperi contro la disdetta unilaterale dell’integrativo da parte dell’azienda e del Comune, che ne è il principale azionista.

Ma allora erano voci, che le organizzazioni sindacali avevano smentito: “Le assenze sono nella norma, si notano di più perché mancano gli stagionali”. Per l’uno e per l’altro motivo, l’azienda si è trovata a modificare i turni spesso all’ultimo momento e facendo saltare corse o linee. Ora è arrivato un dato interno, esito di verifiche effettuate da una società di consulenza, che fa il bilancio di cinque mesi e dal raffronto con gli anni 2019 e 2020 emerge che le assenze mensili in media sono quasi raddoppiate. Dai 3-400 giorni degli anni precedenti si è passati ai 700-800 giorni del 2021 e anche di più. A giugno 2019 e anche 2020 i giorni di assenza superavano di poco quota 300. Quest’anno, invece, i giorni di malattia sono esplosi arrivando a 700. A luglio si è passati dalle 350 del 2019 alle 390 del 2020 alle quasi 900 del 2021. Un dato curioso, poiché il coronavirus nei mesi estivi era ampiamente sotto controllo così come altre patologie di carattere infettivo.

Gli unici motivi potevano essere personali: contusioni, cadute, aggressioni anche verbali (ma comunque impattanti) da parte dei passeggeri a causa dei mezzi strapieni e così via. In agosto, con il 2019 e il 2020 allo stesso livello di luglio, le assenze brevi per malattia erano calate rispetto al picco di luglio ma sono restate al di sopra degli 800 giorni. Circa 740 sono stati i giorni di malattia registrati a settembre, a fronte di valori ben più bassi degli anni precedenti: circa 450 giorni mensili mentre per il 2020 ne sono stati registrati circa 380. Anche ottobre ha contato in media un numero più alto di assenze per malattia: circa 440 nel 2019, 410 nel 2020 e circa 740 nel 2021.

La stessa società di consulenza ha fatto un’ulteriore elaborazione riguardo la produttività degli addetti dell’automobilistico: le ore effettive di lavoro sono passate dalle 4,38 pre-disdetta a 4,69 e così la percentuale ore di guida du ore di turno: dal 66.6 % al 71, mantenendo inalterato il numero di riposi e di turni di guida annui. Sono state tolte alcune prassi, come il limite di passaggi sul ponte della libertà o gli “agganci-ferie”, che limitavano molto i turni programmabili, circa 15/20 minuti di riposi retribuiti in meno al giorno, per garantire una maggiore produzione di ore/moto e di km. Sono rimaste tutte le altre pause retribuite (fisiologiche, pranzo, cambio linea, eccetera). Questi dati erano riservati fino a poco tempo fa, ma ora sono in possesso sia della società che delle organizzazioni sindacali.

 

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