Al via i vaccini a domicilio con i medici di base, ma non mancano le proteste

Giovedì 8 Aprile 2021 di Camilla De Mori
Un medico

UDINE Triplicare (almeno) la quantità settimanale di vaccini a domicilio per gli anziani “intrasportabili” e i pazienti più fragili. È l’obiettivo che si pone l’AsuFc con la discesa in campo «in maniera più strutturata» dei medici di base, prevista la prossima settimana, dopo due mesi dal via alle prenotazioni dei “nonni” e dopo quasi un mese dall’avvio della campagna domiciliare con le équipe distrettuali. Aumentare i ritmi è un imperativo per AsuFc, che deve anche fare i conti con la disponibilità di vaccini: nel distretto di Udine su quasi 1.500 prenotati, solo 250 hanno avuto la dose a domicilio sinora, nella Bassa quasi 500 su un migliaio. Dopo l’accordo regionale (che ha stabilito una tariffa di 25 euro per i vaccini domiciliari) c’è anche il protocollo operativo illustrato ieri al comitato aziendale, dove però non sono mancati mugugni e proteste dei sindacati (vedi altro articolo): fra i nodi, il fatto che a domicilio il medico dovrà andarci senza infermiere.
L’AZIENDA
«Le attività a domicilio - spiega il direttore generale di AsuFc Massimo Braganti -, le stiamo già facendo. Non voglio spaccare il sindacato, ma ci sono alcuni componenti che non solo si sono resi disponibili, ma lo stanno già facendo per conto loro e con soddisfazione. Andiamo avanti in applicazione dell’accordo regionale, che non prevede la presenza dell’infermiere. In situazione di estrema difficoltà dal punto di vista infermieristico, se riuscissi a utilizzare queste figure in altro modo non mi dispiacerebbe». Intanto, «la prossima settimana partiremo con i medici di base in modo più strutturato». Oggi si fanno circa 60 iniezioni a domicilio a settimana. «Arrivare ad almeno il triplo sarebbe l’obiettivo», dice Braganti. «I medici devono fare i medici. Ma ci sono medici “cattivi” e medici “buoni” - sostiene Denis Caporale, direttore ad interim del Distretto di Udine -. Ci sono medici che hanno già fatto i volontari. Se ci fossero i dottori del bando Arcuri, li useremmo. Per ora siamo andati avanti con i medici di distretto. In AsuFc abbiamo già fatto più di 1.500 vaccini a domicilio su circa 3mila. Nel distretto di Udine ne abbiamo fatti 250» su circa 1500, ma il dato totale, dice, va scremato dei «tanti che si sono recati nei centri vaccinali». Cruciale la partecipazione dei medici di base «che è su base volontaria», ora a domicilio per over 80 e vulnerabili e «in una seconda fase nei centri vaccini distrettuali, da noi a Pozzuolo e in altre sedi. Potrebbe essere anche il padiglione della Fiera oggi usato per i tamponi». I medici di famiglia «partiranno la prossima settimana: devono farci la richiesta delle agende e le apriremo». Le proteste dei sindacati? «Il medico è iscritto all’Ordine. Quando c’è un accordo il sindacato conta fino a quando conta. Chi vuole fare vaccini, fa vaccini. Contiamo sulla collaborazione della medicina generale: ci sono i volontari e ci sono quelli pagati, non sottopagati. Ci sarà chi sinora ha fatto volontariato e non chiederà una lira e chi sulla base dell’accordo avrà diritto alla parte di sua spettanza». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA