Paradiso: dove morirono gli ultimi soldati della Prima Guerra Mondiale

Paradiso: dove morirono gli ultimi soldati della Prima Guerra Mondiale

di Paola Treppo

POCENIA e CASTIONS DI STRADA (Udine) - Sarà L’inizio della pace la commemorazione nazionale che concluderà tutte le celebrazioni legate alla Prima Guerra Mondiale in Friuli Venezia Giulia. Dove? A Paradiso di Pocenia e a Castions di Strada, due piccoli comuni della provincia di Udine dove, nel 1918, si è svolto l'ultimo fatto d’armi della Grande Guerra, là dove sono caduti gli ultimi soldati. Il Municipio di Pocenia sta lavorando con lo Stato Maggiore dell’Esercito per la pianificazione dell’evento. Grazie a questa collaborazione, nell'autunno prossimo sarà presente in Friuli la più alta carica dello Stato Italiano. La cerimonia più importante sarà la commemorazione dei caduti e la rievocazione del fatto d'armi di Paradiso, che pochi conoscono.

I discendenti degli ultimi caduti
Saranno presenti alla commemorazione anche i discendenti dei caduti di quella battaglia, tra cui i quelli di Alberto Riva di Villasanta da Cagliari. Da Napoli arriveranno poi gli ex allievi della scuola militare Nunziatella poiché il caduto Achille Balsamo di Loreto e Augusto Piersanti erano loro allievi. «Cito questi nomi - dice il sindaco di Pocenia, Sirio Gigante - perché sono i caduti decorati con la Medaglia d'Oro al Valor Militare». Il progetto ha lo scopo di far conoscere e ricordare un fatto d’armi dimenticato che ha una valenza storica importantissima.

Paradiso: non è un nome casuale
«Così come sul Monte San Michele si è celebrato l’inizio del conflitto, riteniamo importante celebrare la sua fine nei luoghi dove si è concluso; nei luoghi dove è cominciata la pace». Paradiso: non è un nome casuale. «Con questo evento vogliamo anche valorizzare un territorio che è rimasto immutato in questi ultimi 100 anni». In quel fatto d’armi persero la vita italiani e austroungarici, tumulati in un primo momento nel cimitero di Paradiso, dove sono ancora presenti i loro cippi, e poi traslati».

I consoli d’Austria e Ungheria
«La manifestazione avrà una valenza Europea: grazie all’associazione "Croce Nera d’Austria" si celebreranno anche questi poveri morti e sarà esteso l’invito a partecipare anche ai consoli d’Austria e Ungheria. Per dare maggiore peso a questo evento, vogliamo portare l’attenzione anche al primo monumento eretto in Italia, nell’aprile del 1919, al Bivio Paradiso, alla presenza di Emanuele Filiberto di Savoia, in memoria di tutti i caduti della Prima Guerra Mondiale. Qui, da quell’anno e per decenni, i reduci celebrano l’inizio della pace».

Gabriele d’Annunzio: «...mi basta di evocare gli Eroi di Paradiso»
Nella sua celebrazione del 5 novembre a Roma, Gabriele d’Annunzio ricorda così il fatto d’armi di Paradiso: «Al trivio di Paradiso era l’ultima resistenza. Il nemico era protetto da fitte siepi di mitragliatrici e spazzavano la strada. In un attimo fu deliberato l’assalto, fu deliberata la carica. Il fante cercava di superare il cavaliere, il cavaliere portava in rotta la potenza del fante; mai tanta fraternità d’armi fu più gloriosa. L’ora scoccò. Il vinto alzò bandiera bianca. I nostri morti coprivano la polvere, coprivano l’erbe. Per manifestare quel che oggi i sepolcri domandano e comandano al popolo italiano, mi basta di evocare gli Eroi di Paradiso».

Lo sforzo di un piccolo Comune per la memoria di tutti
Chi s'è preso la briga di ricordare questi caduti di cui nessuno, oggi, sa neanche il nome? Questi "ultimi" morti? Questo luogo sacro? Il Comune di Pocenia. Solo pochi anni fa il piccolo cimitero che sorge in questa tranquilla oasi di pace della Bassa Friulana aveva i muri cadenti, i cippi dei soldati, nascosti, pieni di muschio e terra, "ammassati". Era in abbandono.

Chi ha scelto di non dimenticare
L'amministrazione municipale, con i pochi fondi che può avere un paese così piccolo, ha scelto di non dimenticare. Ha scelto la memoria, e non solo della suo paesino: ha voluto restituire a tutta l'Italia, e non solo, un pezzo della sua storia. Nei tanti progetti che la Regione ha promosso per il Centenario della Grande Guerra, nella concretezza è stato un Ente locale, un piccolo paese, a recuperare il non scritto, quello che era a stato lasciato da parte, destinato a essere dimenticato. Perché oggi diventi patrimonio e memoria di tutti: di chi se n'è andato, ucciso, in battaglia, mandato a morire, e di chi vuole capire perché.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Domenica 29 Luglio 2018, 13:54






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Paradiso: dove morirono gli ultimi soldati della Prima Guerra Mondiale
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2018-07-30 09:04:02
In effetti del primo sfortunato Caduto della grande guerra si sa tutto, dell'ultimo, ancora piu' sfortunato, non si sa nulla o quasi. Trovo un'eccellente idea trarre dall'oblio questo frammento di storia patria... che probabilmente poteva essere evitato: l'esercito austro-ungarico non si sfascio affatto alle notizie della resa, gli ungheresi soprattutto si ritirarono in ordine ed in assetto di battaglia coi Comandanti in testa, motivati a raggiungere il confine di Trieste. Tra l'altro su internet mi sono imbattuto in un'edizione del Bollettino della Vittoria diversa da quella poi pubblicata, nella quale era citato proprio l'ultimo scontro di Paradiso.
2018-07-30 08:21:33
Col termine onore spesso si mette un velo a dettagli sulla condotta militare delle operazioni.Era proprio urgente attaccare le retroguardie di un esercito di zombie in disfatta?Chissa! Per fortuna emergono pure diari di combattenti.Per esempio sul trattamento post bellico dei prigionieri austroungarici all'isola dell'Asinara ( austrici in senso vago, anche trentini ritornati falcidiati ed in cattive condizioni a casa dopo periodi di internamento , fronte Carpazi e Galizia, cui venne aggiunta assurda detenzione per un anno ulteriore. )Persino i soldati italiani insaccati dopo Caporetto vennero sottoposti ad inchieste disciplinari, dopo aver negato loro assistenza ufficiale in prigionia.Considerati a priori disertori dalla alte sfere per coprire i loro errori tattici e strategici.Gli esperimenti bellci continuarono anche nel corso della Seconda Guerra , sulla pelle dei poveracci.
2018-07-29 18:44:27
ONORE a questi uomini che sono "caduti" per difendere la loro TERRA dagli stranieri. è strano che li citino ancora visto che oggi, invece, si vuole colpire chi si difende dallo "straniero"!
2018-07-29 16:52:59
Fino alla fine certi comandi non capirono che la mitragliatrice annullava il metodo di guerra precedente, tra cui la carica di cavalleria e l'assalto alla baionetta. Ci fu anche un assalto di bersaglieri ciclisti con la bici in attraversamento delle grave sassose del Piave... le bici a mano li appesantirono e rallentarono:tutti falciati, esperiemento ordinato da qualche eccentrico, fallito.Poi onori e cerimonie in cui non fummo mai secondi a nessuno., e invenzione del termine "caduto", sostitutivo gentile di "morto". Ottima l'iniziativa di ricordare, ma bisogna anche aggiungere una revisione storica...che aggiorni memoriali troppo vicini, addomesticati.
2018-07-29 16:31:02
Qual'è la data delle celebrazioni che vorrei partecipare ?