Udinese, tre sfide in 7 giorni. Dall'Atalanta all'Inter, con l'intermezzo del Verona di Tudor

Mercoledì 20 Ottobre 2021
Dall'Atalanta all'Inter in sette giorni con l'intermezzo del Verona di Tudor

Non c'è tempo per fermarsi a pensare, perché dopo la sosta per le nazionali il campionato, e il calendario, sono tornati a correre e gli impegni si accavallano. L'Udinese si prepara alla seconda settimana con tre partite in sette giorni e ancora una volta il cammino sarà complicato. Certo, non al livello del triduo con Napoli, Roma e Fiorentina in rapidissima successione, ma il coefficiente di difficoltà non sarà tanto più basso. Per la squadra di Luca Gotti si profila una sette giorni intensissima, con avversarie di alto livello e ostacoli pronti a dare fastidio. La settimana dei friulani sarà condita da due ostici pranzi nerazzurri e dal ritorno da avversario di Igor Tudor. Ma andiamo con ordine; il cammino, impervio, che attende Beto e compagni inizierà domenica all'ora di pranzo al Gewiss Stadium, con un primo scalino di tre da affrontare subito molto alto, con l'Atalanta degli ex terribili. L'Udinese si troverà di fronte per la prima volta Juan Musso, oltre ai colombiani Luis Muriel, sempre ispirato contro i bianconeri friulani, e Duvan Zapata, che a Empoli ha raggiunto i 100 gol in Serie A. Un traguardo non da poco, dato che è il primo colombiano della storia della Serie A a riuscirci. 


NERAZZURRO COSTANTE

Da lì si passa alla domenica successiva, dove i colori predominanti saranno ancora il nero e l'azzurro, ma quelli milanesi dell'Inter. Per l'Udinese un'altra trasferta in Lombardia, nella Scala del Calcio ospite della squadra di Simone Inzaghi. Ancora una volta il calcio d'inizio sarà alle 12,30. L'asticella dell'avversario si alzerà ancora di più contro i Campioni in carica, che vorranno far rispettare la legge di San Siro contro i friulani. Insomma, da domenica a domenica le insidie per la truppa di Gotti sono tante e bisognerà spremere il massimo le energie per dare caccia a qualche risultato utile, a cominciare subito dalla sfida di Bergamo, approfittando di due fattori: le eventuali scorie da Champions, essendo l'Atalanta attesa oggi dal Manchester United all'Old Trafford, e anche l'emergenza difensiva in cui versano i bergamaschi dopo lo stop occorso a Rafael Toloi (che ha fatto seguito a quello di Djimsiti).


INTERMEZZO CROATO

Tra questi due appuntamenti, mercoledì l'Udinese ospiterà in casa (alle 18.30) l'Hellas Verona; impegno alla portata ma solo sulla carta, che lascia sempre il tempo che trova dato che la formazione veneta sta confermando il fatto di essere una delle squadre più in forma del campionato, nonostante la recente sconfitta rimediata contro il Milan, arrivata però dopo una partenza lanciata con annesso doppio vantaggio a firma Caprari e l'ex Barak. A proposito di ex bianconeri, sarà la partita del ritorno a Udine da avversario di Igor Tudor; la prima da capo allenatore, dal momento che era tornato già il 2 maggio scorso come vice di Andrea Pirlo in Udinese-Juventus, finita 1-2. Per Tudor sarà un rientro emozionante dopo le due salvezze centrate in Friuli e avrà un sapore ancora più particolare ritrovarsi di fronte da capitano Bram Nuytinck, che lui stesso aveva relegato oltre i margini del progetto tecnico della squadra, anzi praticamente al di fuori dello stesso. Si ritroverà di fronte, tra l'altro, per la prima volta da avversario Luca Gotti che era il suo secondo e che mercoledì sarà avversario, face to face. Tre partite di notevole difficoltà, in cui bisognerà evitare che si chiuda senza punti all'attivo, come successo nello scorso trittico, che aveva portato scarsi risultati ma comunque buone indicazioni. Ora servono anche i punti, però.


FONTANINI E LO STADIO

Intanto ieri il sindaco di Udine è di nuovo intervenuto sulla questione del nome della casa bianconera, ricordando che Stadio Friuli è la denominazione ufficiale e non Dacia Arena, facendo presente che nel contratto tra Comune e Udinese «all'articolo 5 è sancito il divieto per il superficiario Società Udinese Calcio spa di cambiare il nome». Di fronte a quello che Pietro Fontanini definisce un inadempimento, invita i giornali a non essere «correi» nella vicenda.

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