Via i treni passeggeri: pendolari sul piede di guerra, rischio giro dell'oca

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Via i treni passeggeri: pendolari sul piede di guerra, rischio giro dell'oca
UDINE - È (ancora) guerra sui passaggi a livello di Udine est. Dopo l'annuncio uscito dal tavolo romano con Rfi, fortemente voluto dal senatore Mario Pittoni, secondo cui il completamento delle opere della prima circonvallazione «permetterà di procedere alla dismissione della tratta urbana» (l'obiettivo a breve termine, ha detto lo stesso Pittoni, sarebbe dimezzare il numero di treni passeggeri di quel tracciato), il comitato pendolari Alto Friuli scende in campo con dichiarazioni al vetriolo.
«Siamo ferocemente contrari. Vogliamo capire qual è il progetto e se si va avanti solo a slogan. Se toglieranno i treni passeggeri, vuol dire che aumenteranno le auto che arrivano a Udine dall'Alto Friuli, con un incremento di inquinamento. Si annuncia la spesa di 53 milioni per togliere 20 treni, quando tutti i merci o quasi già passano in cintura. Ricordiamo anche che sulla linea Udine-Cividale passano 48 treni al giorno e 48 volte le sbarre si chiudono: il problema, dopo i treni di Trenitalia, diventeranno anche le littorine? Udine sarà l'unica città d'Italia in cui convogli di una tratta internazionale dovranno fare il giro dell'oca», commenta il comitato.
Sugli altri fronti, invece, proseguono le schermaglie politiche, dopo le dichiarazioni dell'ex assessore (e attuale consigliera regionale Pd) Mariagrazia Santoro, secondo cui è tutto rimasto come prima. «La dismissione della bretella ferroviaria che taglia in due la città, era totalmente assente nell'accordo precedente. C'è invece, finalmente, nell'intesa raggiunta giovedì scorso al ministero dei Trasporti. E già tra un mese, dopo l'eliminazione del traffico merci, c'è pure l'impegno di Rete ferroviaria italiana ad avviare una drastica riduzione del traffico passeggeri. L'ex assessore Santoro la smetta di prendere in giro i cittadini», replica un inviperito Pittoni. Matteo Mansi, di uno dei due comitati che da anni chiedono l'eliminazione delle cinque barriere di Udine est sottolinea che «non si sono accorti di una cosa. Si sono penalizzati i pendolari, ai quali si ridurranno le corse dei treni».
Secondo lui «la montagna ha partorito il topolino. Ci aspettavamo che si proclamasse la totale dismissione dei passaggi a livello. Invece si porta a casa la proposta di ridurre il numero di treni passeggeri entro un mese. Non ci vuole molto: basta togliere le corse con pochi utenti. Non c'è al momento nessuna dismissione dei passaggi a livello».
 
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Domenica 14 Aprile 2019, 11:39






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