Tatuatore si vendica pubblicando le foto osè di una donna che non lo vuole

Sabato 28 Novembre 2020

UDINE  - Si era creato un profilo social falso per potersi vendicare probabilmente di un interesse poi non più corrisposto. Le foto e i video osè che la donna le aveva inviato precedentemente sono quindi servite per confezionare la rivalsa, trasformate in un collage di immagini diffuse su internet indicando anche il nome e il cognome della vittima. Poi sempre tramite Messenger, l'uomo ha contattato anche alcuni colleghi della donna vantandosi di essere in possesso di questi scatti di nudo. Sicuro di non poter essere rintracciato, perché con uno stratagemma era riuscito ad anonimizzare il suo account, l'uomo ha continuato a mantenere i suoi contatti devianti con la parte lesa per diversi giorni. Fino a quando la donna ha trovato la forza di denunciare rivolgendosi alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine, dopo essere stata contattata sul sistema di messaggistica istantanea di Facebook da uno sconosciuto che, tramite un profilo aperto ad hoc, l'ha minacciata di pubblicare sue fotografie. Sono questi i contorni dell'ultimo episodio di revenge porn accaduto in provincia di Udine.

L'INDAGINE Gli specialisti della Polizia Postale, coordinati dal pm Maria Caterina Pace della Procura della Repubblica di Udine, attraverso apposita strumentazione forense, sono però riusciti a individuare l'account Facebook collegato a Messenger utilizzato dall'uomo e, dopo la visione e la comparazione di centinaia di indirizzi IP e dei tabulati telefonici, hanno individuato i numeri di telefono dai quali erano state veicolate le connessioni internet oggetto d'indagine. Grazie alla tenacia e all'assidua collaborazione della vittima, è stato così possibile accertare che l'autore delle condotte contestate era un uomo con il quale aveva avuto un'amicizia su Facebook dovuta ad alcuni interessi condivisi, poi interrotta per la pesante morbosità di questi nel mantenere i contatti.

L'uomo, un tatuatore non professionista, era riuscito ad impossessarsi di alcune foto della donna, decidendo quindi di pubblicare dopo essere stato bloccato da lei sui social network. La perquisizione informatica disposta dalla Procura Udinese, ed eseguita dagli esperti della Polizia Postale, ha permesso di rinvenire sui dispositivi dell'indagato le foto oggetto d'indagine. In questo caso la Polizia Postale plaude alla vittima, che, vincendo ogni tipo di pudore, ha trovato la forza di denunciare i fatti permettendo così agli investigatori di identificare il responsabile dei reati. Va precisato tuttavia che non sempre queste storie si concludono con un lieto fine. Spesso infatti le donne per pudore o vergogna, non denunciano questo vile reato che è in costante aumento. La Polizia Postale e delle Comunicazioni, da sempre vicina alle donne e alla cittadinanza tutta, ricorda che una segnalazione immediata permettere di impedire che questo tipo di immagini possano essere salvate da altri utenti della rete e poi nuovamente condivise, creando un circolo vizioso che rischia di divenire irrefrenabile, perché il Web, purtroppo, per sua natura non dimentica. 

Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 17:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA