Lorenzo, stagista morto a 18 anni: c'è un secondo indagato. Manifestazioni e tensioni in tutta Italia. Oggi l'autopsia

Venerdì 28 Gennaio 2022 di Redazione web
Lorenzo Parelli, stagista morto a 18 anni
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UDINE - Ci sarebbe una seconda persona indagata nella vicenda della morte di Lorenzo Parelli, il ragazzo di 18 anni morto all'ultimo giorno di tirocinio alla Burimec di Lauzacco, colpito da una barra d'acciaio di 150 chilogrammi. Si tratterebbe del primo operaio che soccorse il ragazzo. Fino a questo momento nel registro degli indagati era iscritto soltanto Pietro Schneider, di 71 anni, legale rappresentante dell'azienda. Titolare dell'inchiesta è la pm Lucia Terzariol, le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Udine e ai colleghi della Compagnia di Palmanova.

L'autopsia

Oggi, 28 gennaio, intanto si è tenuta l'autopsia, ad opera del medico legale Carlo Moreschi.  All'esame ha partecipato anche il dottor Giacomo Flammini, medico legale esperto in traumatologia, indicato dall'amministratore unico dell'azienda, uno dei due indagati per la morte del giovane. Massimo riserbo sull'esito dell'esame, che sarà confrontato ora con la ricostruzione dell'accaduto fatta dai Carabinieri e dagli Ispettori dell'Azienda sanitaria.

Manifestazioni in tutta Italia

«Questa non è scuola, non è lavoro. Vogliamo sicurezza e diritti, stop Pcto e stage che insegnano la precarietà». È il messaggio della Rete degli studenti medi che oggi sta vivendo una giornata di mobilitazione, a una settimana dalla morte di Lorenzo Parelli, avvenuta durante uno stage formativo a Udine. Sono previste azioni e flash mob per tutta la mattinata davanti le scuole di tutta Italia, a Roma, Napoli, Cagliari, Mantova, Potenza e molte altre città. La giornata di agitazione continuerà con i presidi organizzati in diverse città, da Genova, Padova, Viterbo, Verona, Vicenza, Treviso, Martina Franca, Latina e altre. 

Si parte da Udine

La manifestazione parte da Udine, dove alle 9 in Piazza Primo Maggio si sono radunati studenti e studentesse per ricordare Lorenzo e «lanciare un segnale affinché Ministero e Governo diano risposte», come riporta un comunicato. «Lorenzo ha perso la vita durante una attività che il Ministero dell'Istruzione considerava formativa» dice Tommaso Biancuzzi della Rete degli Studenti Medi «Non vogliamo che la sua morte passi in secondo piano. Organizzare con tutti gli studenti e tutte le studentesse questa giornata di mobilitazione per noi è dare un segnale: non vogliamo un'istruzione che ci insegni che il lavoro è morte e precarietà». Secondo la Rete, «da Ministero e Governo non è stato detto nulla sulla morte di Lorenzo. Fare finta di nulla o trattarla come un tragico incidente non è utile a nessuno. Le indagini proseguiranno, ma è evidente che un problema ci sia e sia profondo.»

 

Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 08:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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