Pendolari dei rifiuti: arrivano in auto e abbandonano la spazzatura dove vogliono

Sabato 15 Gennaio 2022 di Alessia Pilotto
Pendolari dei rifiuti: arrivano in auto e abbandonano la spazzatura dove vogliono
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UDINE - É stata voluta per nascondere i rifiuti e rendere più decorosa l'area, invece gli incivili hanno già approfittato per vanificare gli sforzi. Non c'è stato quasi nemmeno il tempo di inaugurare la nuova isola ecologica di piazzale XXVI Luglio, privata e realizzata a spese del vicino locale Fuel, che accanto alle nuove scaffalature che coprono i cassonetti delle immondizie prodotte dal bar sono già comparsi sacchi di plastica neri e scatole di cartone abbandonate.


IL DISPIACERE DEI TITOLARI

«È una cosa fastidiosa spiega il titolare del Fuel, Giorgio Pasqualini - noi abbiamo cercato di fare il possibile perché l'area fosse pulita e bella da vedere, ma è chiaro che trovando sacchi di immondizie lasciate lì il problema non è risolto del tutto. Non me lo sarei mai aspettato. La struttura è stata realizzata negli ultimi giorni dell'anno: eravamo partiti dal presupposto che avevamo un esubero di rifiuti e non sapevamo dove metterli, così abbiamo concordato questa soluzione con il Comune di Udine e con la Net. Abbiamo comprato cassonetti a basso impatto estetico, che abbiamo pagato noi, e pensavamo di aver chiuso la questione. Ma ora è emerso questo fenomeno: si tratta probabilmente di qualche cittadino indisciplinato e forse anche di qualcuno in buona fede che non sa che si tratta di un'isola ecologica privata. Abbiamo segnalato il problema e a breve avremo un incontro con l'amministrazione e la Net per valutare la situazione e capire come risolverla».


LE DENUNCE SUI SOCIAL

Alcune foto degli abbandoni sono state pubblicate sulla pagina Facebook del Comitato Udine Pulita: «Abbiamo segnalazioni quotidiane da più zone della città racconta il gruppo di cittadini, da sempre critico sul metodo del porta a porta - questa frequenza conferma che il nuovo sistema non è risolutivo delle problematiche esistenti. È vero che forse non esiste il sistema perfetto, ma quello introdotto a Udine è uno dei peggiori e la città è più sporca. Ultimamente ci sono arrivate immagini di abbandoni presso la nuova isola ecologica di piazzale XXVI Luglio realizzata da un privato a sue spese: vedere sacchi abbandonati lì vicino è sconfortante perché significa che l'inciviltà è diffusa e questo perché non c'è un adeguato sistema di controllo. Il Comune, inoltre, dice che spera il modello venga replicato: significa che oltre a pagare le imposte i commercianti devono pagarsi anche i cassoni? Il sistema di raccolta è un servizio pubblico».


PRATICA DIFFUSA

Secondo il Comitato, la questione degli abbandoni delle immondizie riguarda un po' tutta la città, ma in particolare alcune aree specifiche: «Il turismo dei rifiuti è diventato interno spiegano - con gli udinesi che abbandonano i sacchi nei cassoni condominiali, accessibili a tutti, soprattutto dei quartieri popolari come Sant'Osvaldo e Udine Est: ci sono automobili che arrivano e scaricano, questo significa anche che considerano quelle zone non meritevoli di rispetto. Per i residenti è frustrante: ci raccontano che li vedono, che gli urlano di portarsi via le immondizie e che, come risposta, vengono mandati a quel paese. I conferimenti illeciti vengono segnalati anche in via San Rocco, in via Mantova, in piazzale D'Annunzio, dove sono stati abbandonati dei materassi, e in centro. Poi c'è il problema dei cestini stradali, usati come cassonetti da chi magari si è scordato di esporre il bidoncino nei giorni corretti».


BENEFICI E CONSEGUENZE

I dati dicono che col porta a porta la differenziata è aumentata di molto, ma anche su questo il Comitato è critico: «I cassonetti stradali sicuramente erano inadeguati sostengono i componenti - ma è stato stravolto tutto. Si aumenta la differenziata a costi proibitivi e con una città più sporca: il 75 per cento di differenziata tiene conto della spesa per la raccolta dei rifiuti abbandonati, che tra l'altro finiscono nell'indifferenziato? È stato un errore non predisporre un piano tenendo conto delle peculiarità e problematiche della città. Solo per fare un esempio, ci sono udinesi che ormai lasciano i bidoncini in strada perché non hanno spazio in casa; una persona ci ha detto che li impila nella doccia perché non ha altro posto. È un sistema non moderno e non su misura, non consente il pagamento di una tariffa puntuale e necessita di continui correttivi che ovviamente qualcuno pagherà. Non a caso, a Cervignano hanno un sistema misto, a Pordenone le isole ecologiche mobili e a Trieste faranno quelle interrate con i fondi del Pnrr. Noi invece paghiamo di tasca nostra un servizio che è inefficiente e che dovrà essere completamente rivisto, di pari passo al sistema di controllo e sanzioni perché, dove non ci sono, si crea anarchia».
 

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