Silvia, massacrata mentre corre
Spunta l'ex geloso, ma l'alibi è di ferro

Martedì 17 Settembre 2013
Silvia Gobbato, 28 anni, la vittima
UDINE - Aveva un sogno Silvia Gobbato: aprire un ufficio pubblico di consulenza legale per le persone in difficolt. La sua vita stata spezzata ieri vicino all'ippovia del parco del Cormor, alla periferia di Udine. Sul cadavere della giovane avvocatessa di 28 anni sono state trovate numerose ferite da arma da taglio.



Il cadavere della giovane, nata a San Vito al Tagliamento (Pordenone) ma a lungo residente a San Michele al Tagliamento nel Veneziano, laureata in giurisprudenza e praticante in un noto studio legale, è stato trovato da un passante lungo una via di campagna frequentata dagli amanti di jogging, nelle vicinanze del parco del fiume Cormor.



La ragazza, molto conosciuta, era stata candidata al consiglio comunale nel 2011, e nonostante la giovane età era stata la seconda più votata della sua lista civica. Praticante legale, aveva passato l'esame scritto per diventare avvocato e tra poche settimane, in ottobre, avrebbe dovuto sottoporsi alla prova orale. Stimata e benvoluta da tutti, abitava coi genitori, anche se pare avesse costituito un domicilio a Udine per non dover quotidianamente fare la pendolare dal Veneto al capoluogo friulano.



La ricostruzione del delitto. Secondo quanto accertato finora, l'omicidio sarebbe avvenuto tra le 13 e le 14 di oggi. La giovane donna stava facendo jogging con un amico che, con il passo più lungo, l'aveva distanziata di oltre 400 metri, aspettandola poi a un incrocio. Lì sarebbe stato raggiunto da un'altra persona che stava facendo jogging a sua volta e che aveva scoperto il corpo della ragazza dopo aver visto il telefonino a terra e tracce di sangue.



Colpita e trascinata per metri. La giovane sarebbe stata colpita da numerose coltellate in più parti e il corpo sarebbe stato poi trascinato per 7-8 metri in un lato della strada. I carabinieri stanno interrogando l'amico e la persona che ha trovato il corpo. L'arma del delitto non è stata ancora rinvenuta.



Indagato l'amico che correva con lei: atto dovuto. I Carabinieri del Ris di Parma e del Nucleo investigativo di Udine hanno intensificato questa mattina i rilievi nell'area lungo l'ippovia del Cormor, nella periferia udinese, dove ieri è stata uccisa, mentre faceva jogging con un amico. Proprio l'amico, figlio dell'avvocato nel cui studio la ragazza svolgeva il praticantato, è stato iscritto nel registro degli indagati «come atto dovuto», secondo quanto precisato dagli inquirenti. Anche lui è avvocato. Il procuratore capo, Antonio Biancardi, spiega che «le indagini sono a tutto campo, si sta facendo il possibile, ma per ora siamo in alto mare». La giovane aveva un fidanzato, ha confermato il capo della Procura, «come tutte le ragazze - ha detto - ma non ci risultano né atti persecutori, né liti», ribadendo che questa persona risulta estranea ai fatti.



Guarda il video del luogo del delitto





Massacrata con un grosso coltello. Silvia Gobbato è stata uccisa con una decina di coltellate inferte con una lama di grosse dimensioni. Il cadavere era nascosto nell'erba, al lato del sentiero. E proprio un giovane che faceva jogging ha scorto prima il cellulare e poi sangue lungo la stradina bianca. Si è guardato attorno, e a 7-8 metri ha scorto il cadavere tra la vegetazione.



Poco dopo, è sopraggiunto a cercare Silvia un altro giovane. Si tratta di Giorgio Ortis, 28 anni, il figlio dell'avvocato Giovanni, presso il cui studio Silvia faceva pratica legale. Lui ha ricostruito i movimenti suoi e di Silvia con gli investigatori: i due ragazzi erano andati a fare jogging insieme, ma Giorgio era più veloce. Allora, si erano dati appuntamento a una certa ora. Giorgio, non vedendola, era tornato sui suoi passi a cercarla. Da quanto si apprende, la ricostruzione del giovane sarebbe attendibile e il ragazzo sarebbe estraneo all'omicidio. Certo è che l'assassino ha avuto poche decine di minuti per uccidere e dileguarsi.



Sentito l'ex fidanzato. C'è anche l'ex fidanzato di Silvia Gobbato tra le persone ascoltate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Udine, che stanno indagando per fare luce sull'omicidio della ragazza, accoltellata lungo l'ippovia del Cormor, nella tarda mattinata di oggi, ma ha fornito un alibi di ferro. Nella caserma dei carabinieri di Udine sono state sentite diverse persone, tutte informate sui fatti, nessun indagato, tra i passanti che hanno percorso l'ippovia quando la ragazza è stata uccisa e tra chi conosceva la ragazza. L'arma del delitto, un coltello, non è stata ancora trovata. I carabinieri l'hanno cercato a lungo sulla scena del crimine, anche con l'ausilio di un metal detector.



Famiglia sconvolta e quell'ex geloso. L’esistenza della famiglia di Silvia Gobbato è stata sconvolta per sempre ieri pomeriggio verso le cinque. È a quell’ora infatti che papà Adriano, operaio alla Aermec di Fraforeano in provincia di Udine, mamma Cinzia Perosa, infermiera all’ospedale di Portogruaro, e il loro secondogenito Paolo di 26 anni studente in ingegneria a Udine, hanno saputo che un paio d’ore prima Silvia era sta massacrata a coltellate mentre faceva jogging poco fuori Udine.



Sono stati i carabinieri della stazione di San Michele al Tagliamento ad aver l’ingrato compito di informarli che non avrebbero più rivisto il sorriso di Silvia che quasi ogni settimana tornava per trascorrere il weekend nell’abitazione che l’ha vista nascere e crescere al civico 204 di via Marango. Non è stato facile rintracciarli perché quando i colleghi di Udine hanno allertato i militari di San Michele i genitori e il fratello di Silvia non erano a casa e c’è voluto un po’ di tempo per avere un numero di telefono utile.



Si parla di una sua lunga relazione sentimentale con un giovane di Udine durata circa dieci anni, piuttosto agitato per la gelosia e la possessività del fidanzato, e troncata in maniera burrascosa da quest’ultimo, pare anche dopo un periodo di convivenza.



Il datore di lavoro: «Sono sconvolto». Sono queste le prime parole pronunciate dall'avvocato udinese Gianni Ortis, noto per essere stato in passato anche candidato sindaco della città, presso il cui studio legale la giovane donna uccisa a Udine aveva completato il praticantato.



«Era una ragazza bravissima - ha detto - dolcissima. Quello che è successo è qualcosa di assolutamente inspiegabile. Aveva superato lo scritto dell'esame di avvocato con successo, era risultata seconda tra tutti i candidati della Corte d'Appello di Trieste. Doveva fare l'esame orale il 7 ottobre». Nello studio legale la giovane aveva fatto amicizia con il figlio dell'avvocato, anche lui praticante, che le aveva trasmesso la passione per il jogging. Entrambi facevano parte del gruppo marciatori udinesi. Spesso, come è accaduto oggi, andavano a correre insieme. L'ippovia del Cormor era uno dei tratti che percorrevano. Probabilmente quando si è verificata la tragedia i due avevano quasi terminato il percorso. Il ragazzo, come spesso capitava, era andato avanti, con il suo passo. Poi si era fermato ad aspettarla, ma non vedendola arrivare è tornato indietro a cercarla e ha incontrato un altro passante che gli ha riferito di aver trovato un cadavere. I due uomini hanno quindi dato l'allarme. Entrambi sono stati a lungo sentiti dagli inquirenti come persone informate sui fatti.



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Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 22:05