Sentenza Petrillo, l'infermiera che fingeva di vaccinare condannata a 8 anni e 6 mesi

Martedì 1 Marzo 2022 di Redazione Web
Emanuela Petrillo
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UDINE/TREVISO - Un anno in meno rispetto alla richiesta dell'accusa. Si è concluso con una condanna a 8 anni e 6 mesi il processo penale a carico di Emanuela Petrillo, l'ex assistente sanitaria accusata di aver effettuato finti vaccini ai bambini sia nel Friuli che a Treviso.

La Pm ha chiesto 9 anni e 6 mesi

Per Emanuela Petrillo, il 7 febbraio scorso, la Pm Claudia Danelon in aula aveva chiesto la condanna a 9 anni e 6 mesi. Secondo l'accusa, l'ex assistente sanitaria, trevigiana di Spresiano, avrebbe finto di iniettare i vaccini a centinaia di bambini, tra il 2009 e il 2017. La Pm Danelon ritiene che la donna avrebbe agito con «sistematicità e reiterazione, in Friuli e poi in Veneto». Al processo avanti al tribunale collegiale di Udine presieduto da Paolo Milocco la Petrillo, difesa dall'avvocato Paolo Salandin, non si è mai presentata in aula. È accusata di peculato, omissione d'atti d'ufficio e falso in relazione alle sedute vaccinali effettuate al distretto di Codroipo, e a San Daniele e Udine, dal 2009 al 2015, e all'Ulss 2 di Treviso, dove si trasferì e lavorò fino al giugno 2017. Poi venne denunciata e licenziata per giusta causa.

La condanna della Corte dei Conti

Nel novembre 2021 Emanuela Petrillo è stata condannata dalla Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia, al pagamento di 550 mila euro (più 33mila di spese legali) all'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale (Asufc), per il danno erariale causato dalle vaccinazioni non effettuate a cui si era dovuto rimediare effettuando nuove somministrazioni ai bambini che non erano stati vaccinati. Il legale dell'assistente sanitaria, Paolo Salandin, spiegò i suoi dubbi di fronte a quella giustizia amministrativa molto celere, «a differenza di quanto avviene in Veneto» e disse di trovare inspiegabile la ragione per cui i giudici amministrativi veneti avessero sospeso il pronunciamento in attesa della decisione della magistratura penale mentre quella della regione accanto l'avesse anticipata, pur non potendo avere effetto almeno fino al verdetto del Tribunale di Udine. L'avvocato aveva annunciato che, nel caso di sentenza di primo grado penale a Udine, «ci appelleremo andando, se necessario, fino in Cassazione».

Il ricorso contro il licenziamento

Nel frattempo, nel dicembre 2021, Emanuela Petrillo ha fatto ricorso alla Corte d'Appello di Venezia con l'obiettivo di veder dichiarato il suo licenziamento per giusta causa come illegittimo e, di conseguenza, di essere reintegrata a pieno titolo in qualità di dipendente dell'Usl della Marca. La Petrillo è stata in servizio negli ambulatori del Friuli dal 2009 al 2015, mentre a Treviso, di seguito, ha lavorato solo per poco più di un anno. Il licenziamento risalente all'agosto del 2017, poche settimane dopo l'esplosione del caso, non ha fondamento secondo la difesa della Petrillo. Dopo la prima ordinanza del giudice del lavoro, a maggio la sezione lavoro del tribunale di Treviso aveva respinto il ricorso. Ma con il reclamo della Petrillo si è aperto un nuovo grado di giudizio in Appello.

 

Ultimo aggiornamento: 19:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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