​Snaidero riequilibra i suoi debiti
cedendo la divisione franchising

Lunedì 3 Agosto 2015 di Paola Treppo
L'ad e la sede della Snaidero

MAJANO (Udine) - Il Gruppo Snaidero ha siglato l’accordo per la vendita del pacchetto di controllo di “Fbd”, divisione franchising del Gruppo, dopo una lunga trattativa, al Gruppo industriale tedesco Nobilia. “Fbd” è il frutto di un investimento effettuato dalla Snaidero all’inizio degli anni 2000 che ha portato una piccola catena di negozi a diventare, oggi, il più grande network europeo specializzato nel settore cucine, con 370 punti vendita in Europa e Nord Africa, con un fatturato sviluppato dai franchisee di quasi 500 milioni di euro.

L’operazione consente a Snaidero di riequilibrare la propria struttura debitoria e di trovare risorse finanziarie per supportare un’importante fase di crescita sia sui mercati domestici che internazionali dei propri brand. Snaidero è l'unico gruppo italiano del settore cucine che negli ultimi 20 anni, tramite varie acquisizioni, ha sviluppato una dimensione internazionale con i marchi Snaidero, marchio italiano di design e qualità riconosciuto in tutto il mondo, Arthur Bonnet e Comerà in Francia, Rational in Germania e Regina in Austria.

Ora il Gruppo Snaidero prosegue il suo cammino con una focalizzazione nel settore manifatturiero e del brand design, anche grazie ad un nuovo piano di investimenti da oltre 10 milioni di euro: «La vendita di “Fbd” rappresenta un'occasione unica per il futuro degli altri importanti marchi che compongono il Gruppo - dice il presidente e ad del Gruppo Snaidero, Edi Snaidero -. Il nostro fatturato oggi di circa 180 milioni di euro si contrae a seguito della vendita di “Fbd” a 130 milioni, decremento che verrà colmato con il nuovo piano triennale di sviluppo. La decisione, strategica, ci permetterà di poter continuare a investire in maniera ancora e sempre più importante in prodotti e in tecnologia».

Il marchio Snaidero nel primo semestre ha registrato una crescita a doppia cifra sia nel mercato italiano, mercato che, per il settore, è ancora in stagnazione, sia nei mercati internazionali e per i numerosi progetti acquisiti dalla divisione Contract.

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