Omicidio a Udine. Donna accoltellata e uccisa nel palazzo maledetto. Le ipotesi investigative e tutto quello che sappiamo su Lauretta Toffoli

Domenica 8 Maggio 2022
Omicidio a Udine. Donna accoltellata e uccisa nel palazzo maledetto
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UDINE - Nel 2019 era stata ferita nella stessa palazzina di edilizia popolare Ater in via della Valle dove ieri è stata trovata senza vita. Un destino tragico, quello di Lauretta Toffoli, classe 1948, di Gruaro (Ve). «Papà, hanno ucciso la mamma!». È così che l'udinese Paolo Mason, l'ex compagno di Lauretta, racconta la telefonata (GUARDA IL VIDEO) che ieri a Udine ha squarciato un sabato pomeriggio piovoso e incolore. All'altro capo del telefono, il figlio, Manuel, 42 anni. «Mio figlio mi ha telefonato che era disperato - ha raccontato ieri Mason ai cronisti -. Mi ha detto: La mamma è morta. Così sono arrivato qui, sono salito e ho visto quello che ho visto. Mio figlio veniva a trovarla ogni sabato verso le 14 e poi si fermava fino alle 16 o alle 16.30». Ma ieri «mio figlio aveva telefonato alla madre e non rispondeva. Lui aveva le chiavi di casa. È entrato e ha trovato quello che ha trovato. Povero disgraziato, è più dura per lui», racconta.


La vittima accoltellata dal figlio nel 2019


In passato, nell'autunno del 2019 c'era stato un episodio che in quel quartiere di Udine in molti non hanno dimenticato. Proprio Manuel era stato accusato di aver accoltellato la madre, originaria di Gruaro e ormai in pensione, e di aver tentato di strangolarla al culmine di una lite, per poi chiamare i soccorsi che l'avevano salvata. A processo, il figlio era stato assolto perché ritenuto incapace di intendere e di volere. «Mio figlio, lei lo aveva perdonato - dice l'ex compagno - dopo quell'episodio. Allora, nel 2019, Manuel aveva avuto un momento come di esaurimento nervoso. Si erano accapigliati ma non era quella gran cosa che hanno fatto risaltare i media. Non c'è stato nessun seguito. Mio figlio è stato prosciolto». In seguito, l'episodio era stato superato, assicura l'ex compagno della donna. Anche un vicino e un'esercente confermano che la madre nutriva un grande affetto per il figlio.

 

Chi ha ucciso Lauretta Toffoli?

«Io mi sono fatto un'idea, ma non posso dirla»

Ieri, Manuel, è stato travolto dalla commozione nel vedere il corpo della madre portato via dalle onoranze funebri. Su come sia andata, in quella palazzina anonima ingentilita dai fiori ai balconi «io mi sono fatto un'idea, ma non posso dirla», dice e non dice Mason. «Non posso esprimere quello che non puoi dire». Nell'appartamento, aggiunge, «non mi risulta ci fossero segni di effrazione. Lei dormiva poco. Se ha aperto lei la porta a quell'ora della notte, si vede che era uno che conosceva. La casa era disfatta. Sono stati portati via anche due televisori, a quanto ho visto».


Chi era la vittima

La sua ex compagna («Siamo stati trent'anni insieme, non ci siamo mai sposati ma io ho sempre continuato a chiamarla mia moglie») «era una donna valida, arzilla, andava a fare la spesa da sola». Quando è entrato in quella casa, quello che ha visto, Paolo, fa fatica ancora a raccontarlo. «Le condizioni del corpo non le posso dire. Purtroppo, l'ho vista. Era già morta. Lauretta era seminuda in una camera. Lei, che usava le calze quasi anche per andare a dormire. Vuol dire che ci dev'essere stata una baruffa. Era tutto a soqquadro. Non posso dire come l'ho trovata: diciamo che era malmessa.

Le urla, ma nessuno ci ha fatto caso

I vicini? Qualcuno ha sentito urlare, ma ha pensato a un rumore da film, nessuno ci ha fatto caso». Lauretta, si era trasferita a Udine negli anni Ottanta: «Aveva seguito me, che lavoravo alla cartiera Romanello. Era davvero una donna troppo buona», riferisce ancora l'ex compagno. Ieri pomeriggio, Manuel è stato accompagnato in Questura dove, come è stato spiegato, sarebbe stato ascoltato per capire le modalità del ritrovamento del corpo della donna. Su quanto accaduto gli inquirenti non hanno inteso sbilanciarsi.

Il palazzo maledetto


I vicini parlano chiaramente di «una palazzina maledetta». Non hanno dimenticato l'episodio del 2019. Ma ci sono state anche altre situazioni poco piacevoli, che hanno interessato altri appartamenti e altri condòmini. «È una palazzina maledetta. Era la prassi vedere intervenire i vigili del fuoco o le forze dell'ordine - riferiscono Rossella Rollo e Paolino Tezzi - perché al primo piano c'era una persona che aveva dei disagi e più di una volta ha richiesto un intervento».
 

Ultimo aggiornamento: 17:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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