Il killer brasiliano del senzatetto confessa: «Massacrato in 4 minuti»

Giovedì 20 Aprile 2023
Conferenza stampa

UDINE - Bruno Macchi, il 28enne di origine brasiliana residente a Udine, sospettato di aver ucciso il senzatetto nella notte tra venerdì e sabato nella galleria dell'ex cinema Capitol, ha confessato consegnando agli inquirenti l'arma del delitto, un coltello dalla lama seghettata, da sub. Un massacro rapido. Violento e cruento. Della durata di 4 minuti, che non ha lasciato scampo a Luca Tisi. Questa mattina, giovedì 20 aprile, nella sala riunioni al terzo piano della Questura di Udine la conferenza stampa alla presenza del procuratore Massimo Lia per chiarire che cosa è accaduto quella notte. Un movente «molto labile, per non dire quasi del tutto inesistente. Non è stato fornito un movente appagante per l'attività indagine che per questo motivo prosegue in maniera incessante» ha reso noto il Procuratore di Udine. «La persona sospettata dell'omicidio - ha proseguito - è stata molto collaborativa, fin dai primi momenti della perquisizione nella sua abitazione, consegnando anche la presunta arma del delitto e, successivamente, in Questura, alla presenza dei difensori, e durante l'interrogatorio video-registrato, ha ammesso l'addebito».

Cosa è successo quella notte

Per la ricostruzione della dinamica e l'individuazione del responsabile fondamentali sono state le telecamere di videosorveglianza installate all'interno della galleria. Infatti «poco dopo le 5 circa di sabato mattina dalle telecamere si vede un soggetto incappucciato che arriva in bicicletta ed entra nella galleria, dove staziona per circa 4 minuti. Poi esce, si attarda nei pressi della roggia, quindi sempre in bicicletta si allontana. Altre telecamere lo inquadrano circa 25' più tardi in via Deciani, mentre fa rientro nella propria abitazione». Lia ha spiegato che all'accusa di omicidio saranno con ogni probabilità contestate le aggravanti dei futili motivi, della crudeltà e della minorata difesa.

L'autopsia sarà eseguita nei prossimi giorni. Intanto, come già detto, si è appreso anche che è stata trovata l'arma del delitto: si tratta di un coltello seghettato, che lo stesso Macchi ha consegnato agli investigatori nel corso della perquisizione. In queste ore l'arma è ancora al vaglio della Scientifica: presentava residui di sangue.

Il coinquilino

«La seconda persona fermata ieri mattina, nei pressi dell'abitazione del reo confesso, con cui condivideva l'appartamento, è completamente estranea alla vicenda. Tuttavia, essendo irregolare in Italia, è stata accompagnata al Cpr di Gradisca per procedere con l'espulsione dal territorio nazionale» ha proseguito il Procuratore nella conferenza stampa in cui sono stati forniti i dettagli che hanno portato alla soluzione dell'omicidio della galleria. Il Procuratore ha anche ringraziato le forze dell'ordine per la celere conclusione dell'efferato delitto e la cittadinanza, che ha messo a disposizione volontariamente le immagini di telecamere private, una delle quali è risultata decisiva per collegare il sospettato ai fatti. «Non risultano particolari conoscenze pregresse tra assassino e vittima - ha concluso Lia - salvo la comune frequentazione della galleria. Tuttavia, a parte questo, che tra loro ci fossero dei rapporti al momento non risulta; per questo lanciamo un ulteriore appello affinché qualcuno possa fornire elementi investigativi qualora avesse notato i due soggetti assieme».

Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 09:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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