Ambiente, ecco Mufffa: Il Museo friulano delle farfalle e delle falene

Mercoledì 1 Aprile 2020 di Loma
Alcuni esemplari di falene esposti a Bordano

Anche in tempi di quarantena la Casa delle farfalle non si ferma, a Bordano. L’apertura avrebbe dovuto essere il 22 marzo ma, com’è successo a tutti, il virus ci si è messo di traverso. Oggi quindi viene ufficialmente aperto il “MUFFFA” (Museo delle farfalle e delle falene), anche se il pubblico potrà visitarlo solo quando l’emergenza sarà finita.

“Negli ultimi 4 anni di gestione della Casa delle farfalle a Bordano – ci spiega Stefano Dal Secco, presidente della cooperativa Farfalle nella testa – abbiamo lavorato su svariati fronti, per rendere sempre più autorevole e riconosciuta a livello nazionale ed europeo, questa eccellenza regionale. In questi anni abbiamo creato e fatto crescere di diversi ordini di grandezza la quantità e la qualità dei servizi didattici; abbiamo fatto diventare la cafeteria una vera e propria vetrina dell’enogastronomia friulana; abbiamo riaperto lo spazio espositivo supplementare per le mostre temporanee. Oggi, infine, uno dei passi più importanti: l’apertura del MUFFFA, un vero e proprio museo di storia naturale, che viene ospitato presso la Casa delle farfalle”.

È Francesco Barbieri, entomologo, direttore scientifico della Casa delle farfalle e del nuovo museo, a raccontarlo: “Come vale per ogni museo di storia naturale, uno degli scopi principali del MUFFFA è la conservazione di collezioni di reperti biologici, in questo caso di lepidotteri (farfalle e falene), che sono messi a disposizione della comunità scientifica per lo studio di questi insetti. Anche se appena nato, il MUFFFA vanta già una ricca collezione scientifica costituita da più di 350 teche entomologiche provenienti da collezioni private, donazioni e dalla stessa Casa delle farfalle”.
 


Una delle particolarità del MUFFFA è la vasta collezione di farfalle “insolite”, ovvero di esemplari che presentano caratteristiche diverse da quelle tipiche della propria specie. Un esempio sono gli esemplari ibridi, ovvero quelli nati da accoppiamenti tra specie diverse che, seppur molto rari, si possono trovare vivi all’interno delle serre della Casa delle farfalle. Oppure i ginandromorfi: individui per metà maschio e metà femmina che sebbene riescano a sopravvivere nelle serre, non avrebbero molte possibilità, nell’ambiente naturale. Lo studio di questi esemplari si è già rivelato molto utile per meglio comprendere i meccanismi dello sviluppo (ad esempio come si sviluppano le ali o i colori durante la metamorfosi), o i rapporti di parentela tra le diverse specie. L’ibridazione tra due specie apparentemente molto diverse ci indica, ad esempio, che le due specie non sono in realtà molto distanti tra loro e che la loro classificazione deve, per questo motivo, essere rivista e nel caso modificata.

Gli scopi di ogni museo, insieme alla ricerca, sono l’educazione e il diletto. E in questo senso il MUFFFA si inserisce alla perfezione all’interno della Casa delle farfalle. Sempre Barbieri: “Un altro importante ruolo di questo come di ogni museo è la divulgazione scientifica, attività di primaria importanza nell’educare la comunità alle realtà naturali, per conoscere come funziona la natura, il nostro pianeta e, di conseguenza, aumentare la nostra consapevolezza di quale sia il nostro ruolo ecologico, quanto delicato sia e quanto dipenda da noi il futuro di tutti i viventi. In realtà le farfalle sono interessanti quanto le zecche, gli scarafaggi e i muschi, tuttavia gli umani hanno sempre avuto un debole questi leggiadri animali. Per questo motivo, le farfalle si prestano meglio di altri a diventare il punto di partenza per spiegare gli importanti (e spesso complicati) concetti che sono alla base della conoscenza scientifica”.

“Il MUFFFA quindi non è solo una collezione, ma un ‘contenitore’ in cui lavoriamo per trovare sistemi di comunicare la scienza sempre più efficaci, attuali, interattivi, per promuovere la contemplazione e la meraviglia, intrattenendo il nostro pubblico con esperienze sicuramente divertenti ma, cosa più importante, illuminanti e ispiratrici. Perché crediamo, davvero, che comprendere una farfalla possa aiutarci a cambiare il mondo”.
 Ogni anno verranno presentati al pubblico alcune delle particolarità dalle collezioni del MUFFFA (gli esemplari più rari o più belli, quelli più strani o quelli che danno lo spunto per ascoltare storie affascinanti; ma si mostrerà anche che cosa significhi studiare le farfalle o come si faccia ricerca in questo settore). Insomma, la Casa delle farfalle si arricchisce di un nuovo tassello diventando sempre di più un punto di riferimento sia per l’intrattenimento naturalistico che per la ricerca.

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