«Mostro di Udine, riaprite l'inchiesta: giustizia per 9 donne ammazzate»

PER APPROFONDIRE: friuli, mostro di udine, omicidi
L'inchiesta sul Mostro di Udine aveva coinvolto anche testimoni del mondo della prostituzione
UDINE - Una richiesta di riapertura delle indagini sugli omicidi irrisolti del «Mostro di Udine» è stata avanzata oggi dall'avvocato Federica Tosel, legale dei familiari di Maria Luisa Bernardo e Maria Carla Bellone, due delle donne uccise tra il 1971 e il 1989 in Friuli da quella che gli inquirenti dell'epoca ipotizzarono essere una stessa mano. 

L'avvocato Tosel chiede in particolare di verificare se su alcuni reperti all'epoca raccolti sia possibile effettuare ulteriori indagini tecniche per stabilire ad esempio se si possa identificare un dna o del materiale biologico.

Maria Luisa Bernardo non aveva ancora 26 anni quando fu uccisa, nel 1976. Il suo cadavere, martoriato da ferite da punta e da taglio, fu trovato il 22 settembre 1976 nella zona di Moruzzo ( Udine). La giovane era stata forse aggredita il giorno precedente nella sua auto. Maria Carla Bellone aveva invece 19 anni quando fu uccisa, nel 1980, il suo corpo seviziato fu trovato in una stradina di campagna nei pressi di Pradamano ( Udine) il 19 febbraio 1980. Scomparsa nella notte tra il 15 e il 16 febbraio fu vittima di una feroce aggressione, strangolata e strozzata.

Entrambi i delitti, irrisolti, furono inseriti nella lista dei numerosi omicidi, 14 secondo alcuni, 9 per altri, perpetrati ai danni di donne tra 1971 e 1989. Per almeno 4 di questi si era ipotizzato uno stesso serial killer, il «Mostro di Udine». Per gli omicidi, però, non venne mai trovato un colpevole. La richiesta di riapertura delle indagini avanzata ora dal legale dei familiari delle due donne, l'avvocato Federica Tosel, arriva per analizzare reperti emersi nei fascicoli d'indagine dei due omicidi ripresi nell'ambito della registrazione della docu-serie televisiva Il Mostro di Udine che andrà in onda a fine maggio su Crime+Investigation (in esclusiva su Sky al canale 119).

La docu-serie ricostruisce in quattro episodi la lunga serie di omicidi di donne che si aggiravano per le strade di notte, da sole, avvenuti a partire dal 1971 in Friuli. Alcune - ricostruisce il programma - si prostituivano, altre si drogavano, altre ancora avevano problemi di alcolismo: prede facili per un maniaco sessuale o un assassino. Oltre alla Bernardo e alla Bellone, la docu-serie ricostruisce la tragica fine di Marina Lepre, Luana Gianporcaro, Aurelia Januschewitz, Irene Belletti, Jacqueline Brechbuhler, Maria Bucovaz e Stojanka Joksimovic. Tra i reperti per cui l'avvocato dei familiari chiede nuove analisi ci sono un preservativo, capelli e un mozzicone di sigaretta. L'avvocato Tosel chiede anche alla Procura di valutare l'opportunità di conferire l'incarico a un criminologo per effettuare una profilazione criminale dell'autore o degli autori degli efferati omicidi. 
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Venerdì 15 Marzo 2019, 19:18






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