Morto sul lavoro a 18 anni, la famiglia straziata: «Nostro figlio buono e generoso»

Domenica 23 Gennaio 2022
Lorenzo Parelli

CASTIONS DI STRADA - Devastante. Non c’è termine più chiaro per raccontare il dolore di una intera comunità che venerdì ha perso una delle sue giovani vite più promettenti. Castions di Strada, il giorno dopo la notizia della morte di Lorenzo Parelli, è ammutolita, straziata, senza più nemmeno le lacrime per piangere. Come ha raccontato il sindaco, Ivan Petrucco, chiamato ieri anche a presenziare al funerale dell’altro ragazzo castionese che ha perso la vita in moto esattamente sette giorni prima, Federico Codarini. Alle esequie ieri pomeriggio c’erano gli amici di infanzia, i compagni di classe del Malignani e i ragazzi della squadra di calcio Cometazzurra con cui si allenava; il rombo delle moto, i palloncini bianchi saliti al cielo e un lungo applauso hanno accompagnato il feretro.
Le stesse persone, gli stessi volti segnati dal dolore che si ritroveranno nei prossimi giorni per portare l’ultimo saluto anche a Lorenzo, non appena verrà dato il nullaosta per la sepoltura. «Abbiamo finito le lacrime: stanotte non ho chiuso occhio perché davvero non si possono perdere due figli in giovanissima età com’è accaduto alla nostra comunità», ha confidato Petrucco. «Non esistono parole per lenire il dolore di questi genitori - ha aggiunto - siamo davvero in sofferenza, il paese è silenzioso, la comunità attonita. Non si può morire da teenager, né in strada, né soprattutto in uno stage per imparare un mestiere». Nella canonica accanto alla chiesa del paese c’è don Adolphus Egwim, il parroco di origini nigeriane arrivato da due mesi ad occuparsi dei fedeli locali. A chiamarlo in mattinata anche l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, che lo ha pregato di portare le sue condoglianze alla famiglia di Lorenzo. «È un momento difficile per la comunità – spiega – un duro colpo per la famiglia, siamo pronti a star loro il più vicino possibile».
Cercano di confortarsi tra loro anche gli amici del ragazzo, che lo ricordano come una persona un po’ introversa ma che amava ridere e scherzare, appassionato di moto, della montagna, della meccanica, un coetaneo allegro, spensierato, sempre presente alle iniziative del paese. Non passava inosservato per la chioma inconfondibile e gli occhi chiari, sempre sorridente. Frequentava il quarto anno nel settore della meccanica industriale al Centro di formazione professionale all’Istituto salesiano Bearzi di Udine e aveva già iniziato ad immaginare quello che poteva essere anche il suo futuro lavorativo.

«Lorenzo era un ragazzo dal carattere buono con la B maiuscola, si adoperava in famiglia e con gli amici con disponibilità e generosità senza misura, sempre pronto a organizzare ritrovi ed eventi con l’unico scopo di stare in compagnia e in allegria» è il ricordo straziante dei genitori, del papà Dino, responsabile commerciale di una compagnia ferroviaria, e della madre Maria Elena Dentesano, direttrice di una scuola per l’infanzia, i quali con l’altra figlia, Valentina stanno ricevendo la vicinanza profonda dell’intera comunità.

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LA VICENDA 
Morire a 18 anni alla fine di uno stage. Nel giorno in cui la Procura di Udine annuncia l'apertura di un'inchiesta per l'ipotesi di omicidio colposo per la tragica morte di Lorenzo Parelli, di Castions di Strada, colpito da una putrella in un'azienda di Lauzacco, al termine di un percorso duale del Cfp, il mondo educativo, ma anche la politica, si interroga sul modello dell'alternanza scuola-lavoro.

LE REAZIONI
È necessario rivedere le regole o no? Per Luca Cangemi (Pci) è il momento di dire basta. Secondo Rino Di Meglio (Gilda degli insegnanti) «la scuola è altro». Anche gli studenti medi chiedono «risposte subito». La formula educativa «deve essere svolta in sicurezza e non diventare un rischio per i nostri studenti», sottolineano Paola Frassinetti, Ella Bucalo e Walter Rizzetto (Fdi). E per Laura Boldrini (Pd) «l'obbligo dell'alternanza scuola-lavoro non può diventare un rischio per la vita di ragazzi e ragazze». Laura Scalfi, direttore generale dell'Istituto Veronesi, pur senza entrare nel merito della vicenda, ritiene che la tragedia debba «essere un monito perché un'esperienza così importante sia accompagnata da una valutazione puntuale dei contesti di lavoro in cui vengono inseriti gli studenti».

IN FRIULI
L'assessore regionale Alessia Rosolen ricorda come nel caso di specie si trattasse di una formazione duale e non di un Pcto «Sono due cose molto diverse. Comunque io sono per proseguire i Pcto». Basta con l'alternanza? «Assolutamente no - dice anche il preside Andrea Carletti (Malignani) -. Bisogna aumentare la sicurezza dei ragazzi e dei docenti. Il nostro pensiero va alla famiglia del 18enne cui rivolgiamo le condoglianze, ma pensiamo che l'esperienza dell'alternanza sia così importante nella scuola che debba essere riportata a una riflessione e a un potenziamento della sorveglianza su quello che si fa». «La mia scuola è un liceo e un istituto tecnico economico, quindi quello che vanno a fare i ragazzi è tranquillo. Durante lo stage hanno tutti i presidi di sicurezza - rileva il dirigente del Magrini-Marchetti di Gemona Marco Tommasi, ragionando in linea generale -. Il problema non riguarda l'alternanza: gli studenti che seguono questi percorsi, hanno comunque fatto dei corsi di sicurezza e non vengono inseriti in ambiti molto complessi. L'alternanza sicuramente serve: i ragazzi devono avere un contatto con il lavoro, uno dei loro possibili futuri». Anche Monica Napoli (Stringher), alla guida di un istituto in cui quasi 300 ragazzi sono interessati dai Pcto fra alberghi e ristoranti, è stata colpita dal dramma che si è consumato a Lauzacco. «È stato un evento tragico». L'alternanza? «Se devo parlare per il mio istituto, i rischi sono minori anche per la tipologia di lavoro. Anch'io ci ho pensato non so quante volte oddio, se questo si trancia un dito? O se gli si rovescia una pentola di acqua bollente?». Poi non è successo, per fortuna. «A prescindere dal caso concreto, in linea generale, forse nella formula di alternanza, qualcosina si dovrebbe rivedere dal punto di vista dell'accompagnamento», ragiona Napoli senza alcun collegamento con Lauzacco. Per Maria Rosa Castellano (Deganutti) la formula non va rivista: «I ragazzi non vengono mandati a fare alternanza al di là della loro competenza o dei margini di sicurezza. Il modello di alternanza scuola-lavoro non è in discussione: per me, va bene così. Questo è stato un caso estremo. Forse ci dovrebbero essere delle regole imposte dall'alto differenziando le destinazioni dei ragazzi. Ma quando succede una fatalità, può accadere in qualsiasi frangente, anche se sono state messe in campo tutte le azioni di oculatezza e senso di responsabilità». Secondo il preside del Liceo classico Stellini di Udine Luca Gervasutti «per quanto riguarda l'efficacia e l'utilità dei Pcto, penso che confermino tuttora la loro validità. In tutta Europa vengono realizzati in ambito scolastico».

INCHIESTA
La Procura di Udine ha aperto un procedimento per l'ipotesi di omicidio colposo al momento a carico del legale rappresentante, come datore di lavoro, in merito all'incidente avvenuto nello stabilimento della Burimec di Lauzacco. In una nota la Procura sottolinea la «necessità di svolgere attività di accertamento irripetibile nelle forme garantite di legge, al fine di addivenire ad una compiuta ricostruzione della dinamica dell'infortunio mortale». «L'iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto, a garanzia anche del legale rappresentante indagato, affinché si proceda all'accertamento dei fatti», commenta il legale di Pietro Schneider, Stefano Buonocore.

Ultimo aggiornamento: 20:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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