Mense scolastiche: insetti e capelli nei piatti dei bambini, undici indagati

Venerdì 16 Luglio 2021 di Cristina Antonutti
Carabinieri dei Nas controllano il cibo per le mense

UDINE - Porzioni scarse, fredde, insetti nelle verdure, ingredienti che non rispettavano il disciplinare e spesso nemmeno le diete speciali, come quelle dei bambini celiaci. Sul servizio di refezione nelle scuole primarie di Udine gestito dalla napoletana EP Spa, tanto contestato dai Comitati dei genitori, i carabinieri del Nas di Udine hanno aperto uno scorcio che ha portato all'esecuzione di cinque misure cautelari per frode aggravata in pubbliche forniture sugli appalti per le mense scolastiche di Udine, Varmo, Trivignano Udinese, Tarcento, Rive d'Arcano, Arta Terme, Vito d'Asio, Motta di Livenza, San Polo di Piave e Cimadolmo. Undici gli indagati, compresa la EP Spa per l'illecito amministrativo.
 

GLI INDAGATI
Ventidue le perquisizioni eseguite ieri mattina e che non hanno risparmiato gli uffici comunali di palazzo D'Aronco a Udine. Il sostituto procuratore Elisa Calligaris ha infatti configurato ipotesi di abuso e di omissioni di atti d'ufficio per l'assessore all'Istruzione, Elisa Battaglia, 39 anni, residente a Forgaria; per la responsabile dell'Ufficio ristorazione scolastica del Comune di Udine, Valentina Avignone (31) di Ronchi dei Legionari; e per Michele Candido, 24, di Buja, tecnologo libero professionista, consulente dell'amministrazione pubblica.
 

LE MISURE
Il gip Emanuele Lazzaro ha applicato gli arresti domiciliari a Pasquale Esposito, 73 anni, di Napoli, fondatore della Ep Spa e amministratore di fatto; a Massimo Vaccariello (57) di Volla (Napoli), direttore del servizio di refezione scolastica della società; ad Agostino Cascone (33) di Sant'Antonio Abate (Napoli), responsabile mensa; infine, a Ketty Bandiera (45) di Oderzo, responsabile del centro di cottura di Motta di Livenza e della gestione di mense scolastiche. A Rocco Ruggiero (53) di Molfetta, firmatario dei contratti con gli enti pubblici in qualità di responsabile commerciale per il Nordest, è stata riconosciuta una posizione più defilata ed è stato disposto l'obbligo di firma nel Comune di residenza. Infine, rigettata la richiesta di misura cautelare per Carlo D'Abaco, 68 anni, di Pozzuoli (Napoli), legale rappresentante di EP Spa. Tra i dipendenti della EP Spa indagati figura anche Elena Della Vedova (46) di Udine, una posizione che però è ritenuta marginale.
 

GLI APPALTI
Grazie ai suoi ribassi la EP Spa aveva vinto appalti a Nordest per circa 5 milioni di euro fino al 2022. Il più importante (3,2 milioni di euro, 1.530 pasti al giorno con punte di 2.200) riguarda il Comune di Udine, dove sono sorti i primi problemi e dove i Comitati dei genitori nulla hanno trascurato segnalando puntualmente agli investigatori del capitano Fabio Gentilini le irregolarità e la scarsa qualità del cibo che finiva nelle mense scolastiche. A ottobre 2020 - un mese dopo l'inizio della scuola e del nuovo servizio mensa - sono cominciate le ispezioni. I carabinieri, esposto dei genitori alla mano, hanno trovato riscontro a ogni segnalazione. Insetti nella verdura. Capelli, peli e pezzetti di plastica nei cibi, pasti consegnati con temperature di trasporto non idonee, oltre a un mancato rispetto del capitolato che poi andava a ripercuotersi sulla qualità di cibo. Quando i controlli sono stati estesi anche nelle realtà di Varmo, Trivignano, Vito d'Asio, Rive d'Arcano e poi in provincia di Treviso, la situazione riscontrata era la stessa.
 

I CENTRI COTTURA
Il Nas ha quindi cominciato a sottoporre a ispezioni i centri di cottura di Ruda, Tarcento e Motta di Livenza scoprendo che nei cibi venivano inseriti ingredienti non previsti, che le porzioni venivano ridotte, che per mascherare le irregolarità venivano predisposti documenti falsi e ordini fasulli, che venivano alterati i dati delle misurazioni delle temperature o predisposte schede di lavorazione false. Sarebbero state scoperte anche postazioni di lavoro fasulle per la preparazione delle diete speciali, come quelle per i celiachi.
 

IL CASO DEGLI ANZIANI
Non sono soltanto i bambini le vittime della frode. A D'Abaco, Esposito e Cascone si contesta una frode in merito al servizio di preparazione, trasporto e consegna di pasti ad adulti e anziani in carico ai Servizi sociali di Attimis, Cassacco, Faedis, Magnano, Nimis, Povoletto, Reana, Tarcento e Tricesimo per il periodo 2014/2018, poi prorogato fino ad aprile 2021. Anche in questo caso venivano forniti prodotti convenzionali anziché biologici, congelati o surgelati anzichè freschi.
 

Ultimo aggiornamento: 10:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA