Imprenditore friulano latitante scovato in Repubblica Domenicana

Imprenditore friulano latitante  scovato in Repubblica Domenicana
PORDENONE - C'è anche l'imprenditore di Pordenone Mauro Nadalin, con una condanna a 10 anni per bancarotta fraudolenta, tra i latitanti catturati in Repubblica dominicana. Oggi rientreranno in Italia grazie ad un'operazione condotta dai poliziotti del servizio centrale operativo, della squadra mobile di Brescia e del servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, con la collaborazione della polizia locale. Il viaggio nella Repubblica Dominicana ha consentito ai poliziotti italiani di catturare anche altri due latitanti destinatari di condanne per reati contro il patrimonio. L'attività investigativa si inserisce nell'ambito del progetto «Wanted 3», promosso dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato per rintracciare i soggetti che, per sfuggire all'esecuzione di provvedimenti restrittivi, si danno alla latitanza sia in Italia che all'estero. Questo risultato è stato, inoltre, reso possibile dalla collaborazione tra la Polizia di Stato italiana e quella della Repubblica Dominicana, realizzata attraverso il servizio per la cooperazione internazionale di Polizia. I cinque arrestati sono partiti dall'aeroporto «Las Americas» di Santo Domingo e rientreranno oggi in Italia.

Mauro Nadalin, 56 anni, di Pordenone, imprenditore ricercato dal 2016 per una condanna a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, truffa ed appropriazione indebita, è stato catturato a Santo Domingo, ove lavorava come imbianchino, mostrando i suoi lavori sui profili Instagram e Facebook. I poliziotti hanno organizzato un incontro con la scusa di eseguire lavori edili e l'hanno arrestato. Nadalin, come amministratore della Nadalin Colors, dichiarata fallita dal Tribunale di Pordenone, aveva distratto beni della società, non pagando i contributi dei dipendenti.


Salvatore Buonanno, 42 anni, di Caserta, era ricercato dal 2014 per una condanna ad una pena di 8 anni e 6 mesi di reclusione per reati di lesioni personali, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo in concorso, commessi nella sua provincia. L'uomo, che gestiva una pizzeria nella città di Santiago, è stato catturato per strada a Costanza, a circa 30 Km dalla città di Santo Domingo, senza opporre alcuna resistenza, forse convinto che la Polizia italiana non l'avrebbe cercato fin là.

Lucio Galli, 72 anni, di Brescia, ricercato dal 2014 dovendo espiare la pena di 8 anni e 10 mesi di reclusione per reati sessuali commessi con minori, alcuni dei quali alla prostituzione, è stato catturato a Valle Verde a La Romana. L'attività investigativa è stata coordinata dalla Procura di Brescia e il latitante è stato rintracciato grazie ad una donna dominicana che aveva ricevuto una somma di denaro proveniente dall'Italia dal latitante. Nonostante le disponibilità economiche, Galli conduceva uno stile di vita molto riservato, cambiando spesso abitazione e affittando appartamenti in zone degradate per non dare nell'occhio e accompagnandosi sempre con giovani donne. 

Massimo Ferrari, 53 anni, di Milano, ricercato dal 2017 per una condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione per violenza sessuale, è stato catturato per strada, in Plaza Milano di Las Terrenas, nei pressi della pizzeria dove lavorava. Decisive per i poliziotti italiani le analisi sui social network usati da Ferrari che ha anche precedenti per rapina, lesioni personali, sequestro di persona ed estorsione. Il viaggio nella Repubblica Dominicana ha consentito ai poliziotti italiani di catturare altri due latitanti destinatari di condanne per reati contro il patrimonio.


Abele Chiarolini, 78 anni, di Brescia, condannato a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, imprenditore nel settore alberghiero, è stato catturato a Boca Chica, dove gestiva un hotel. Ha precedenti per reati di falso, ricettazione, riciclaggio, abuso d'ufficio. «L'attività investigativa - spiega il Viminale - si inserisce nell'ambito del progetto 'WANTED 3', promosso dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia, teso a rintracciare i soggetti che, per sfuggire all'esecuzione di provvedimenti restrittivi, si danno alla latitanza sia in Italia che all'estero. Questo importante risultato è stato, inoltre, reso possibile dalla proficua collaborazione tra la Polizia italiana e quella della Repubblica Dominicana, realizzata come di consueto attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. I cinque arrestati sono partiti dall'aeroporto 'Las Americas' di Santo Domingo con un volo di Stato e rientreranno oggi in Italia».


 
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Mercoledì 6 Marzo 2019, 09:06






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5 di 6 commenti presenti
2019-03-06 16:26:33
Noto che per la legge italiana il fatto di non pagare le tasse è punito più severamente che il fatto di usare violenza contro donne e bambini, rapire o rubare il prossimo... Interessante...
2019-03-06 16:21:50
Noto che per la
2019-03-06 13:08:38
Bella retata! Se continua cosi' possono richiedere lo sconto comitiva...
2019-03-06 12:48:37
E brava la nostra polizia. Un plausa. L'aria e' cambiata dal 4 marzo 2018.
2019-03-06 14:18:58
Si infatti... C'è ancora un sequestratore di persone libero di agire indisturbato e che va in giro vestito da poliziotto. ne sai qualcosa lapasoa?