​La Procura indaga su una foiba:
potrebbero esserci fino a 800 corpi

Giovedì 18 Febbraio 2016 di Paola Treppo
Le indagini speleo nella fossa di Nongruella a Nimis
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UDINE - La Procura della Repubblica di Udine ha avviato un'inchiesta sul caso della presunta esistenza di una fossa comune, una foiba, nella zona di Corno di Rosazzo dove, nel 1945, secondo alcuni documenti emersi nelle scorse settimane, sarebbero stati sepolti tra i 200 e gli 800 cadaveri. Lo conferma il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo che, insieme al Procuratore aggiunto Raffaele Tito, ha avviato un'investigazione preliminare sulla vicenda. Allo stato, il fascicolo non prevede né ipotesi di reato né indagati. La Procura, che ha ritenuto doveroso accertare se le notizie emerse negli ultimi tempi abbiano un fondamento, sta valutando il da farsi. La prima questione riguarda innanzitutto l'individuazione del sito, tra Corno di Rosazzo e Manzano. 
 


Il precedente
Qualche anno fa, nella borgata di Nongruella, nei boschi sopra Cergneu, nel territorio del comune di Nimis, era stata individuata un’altra cavità che poteva essere una foiba usata come fossa comune. L’avevano segnalata alcuni abitanti della zona. Al tempo furono eseguiti dei sopralluoghi e una squadra di speleologi, unitamente agli investigatori, si era calata nelle profondità di questo anfratto (nelle foto). Da allora nulla si è più saputo rispetto a eventuali rinvenimenti. 

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