​In coda al freddo per il vaccino, «problema informatico»

Martedì 23 Novembre 2021
In coda al freddo per il vaccino

UDINE - Persone in coda al freddo per farsi vaccinare nella sede del dipartimento di Prevenzione di via Chiusaforte. È accaduto domenica, quando ci sono stati dei ritardi di «circa un'ora», come ammette la stessa Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale. Colpa, spiegano, di «un problema ai servizi informatici».


LE CODE

Così già domenica mattina, fra le persone arrivate da tutta la provincia per farsi iniettare il siero anticovid (anche da Codroipo), è nato qualche mugugno. Non tanto per l'attesa in sé ma perché, lamentavano alcuni familiari, gli anziani non potevano aspettare a lungo al freddo fuori dalla sala d'attesa deputata allestita all'interno della struttura, senza neanche la possibilità di rifugiarsi in un gazebo. Problema presto risolto: i più anziani (fra cui diverse persone che camminavano con difficoltà, alcune pure in carrozzella), anche prima dell'orario stabilito per l'iniezione, nonostante il ritardo sulla tabella di marcia accumulato dalla struttura, sono stati accolti al caldo, presto seguiti dai loro accompagnatori. Ma il ritardo è rimasto. Come fa sapere il direttore di AsuFc Denis Caporale «domenica era prevista una seduta al Dipartimento per circa 400 persone. C'è stato un problema ai servizi informatici, in particolare sul programma che gestisce i vaccini. Il ritardo è stato di circa 1 ora».


FARMACIE

Intanto è partita la corsa al vaccino per gli over 40. Con un certo entusiasmo: secondo i dati forniti dalla Regione ieri alle 15 le richieste per booster e terze dosi sono state quasi 11mila, di cui 5.700 per la fascia fra 40 e 60 anni. Anche Luca Degrassi, presidente di Federfarma, parla di «una richiesta importante di vaccini anticovid fra gli over 40. Molte prenotazioni: la sensibilità è sicuramente elevatissima». In qualche caso, complici le misure anti-assembramento che limitano gli accessi in farmacia, fuori dagli esercizi si sono formate delle temporanee code, dovute anche al sovrapporsi di più esigenze, fra prenotazioni, richieste di tamponi ed esigenze non covid. «Anche fuori dalla mia farmacia si sono formate delle code, perché se si sommano tante persone messe insieme, per quanto noi siamo attivi, qualche coda viene fuori. Anche se al banco siamo in quattro a lavorare, basta che ci siano 20 persone che fuori se ne vedono 10: anche le code sono frutto delle misure di sicurezza perché entra una persona per volta». Farmacie di nuovo sotto pressione, fra prenotazioni, tamponi e l'attività per far fronte alle patologie di stagione. «Stiamo cercando di coordinare tutte le attività. Noi abbiamo confermato la nostra disponibilità anche per fare le vaccinazioni in farmacia, considerando però che stiamo facendo anche le prenotazioni per le iniezioni anticovid, i tamponi e il normale servizio. Quest'anno le patologie di stagione, che l'anno scorso erano state praticamente assenti, hanno ricominciato a farsi sentire. Il carico di lavoro è molto importante». Ma, nonostante il superlavoro, «confermiamo la disponibilità anche per supportare l'eventuale inoculazione di terze dosi o richiami anticovid in farmacia ovvero anche a supportare la campagna antinfluenzale diretta alle persone che non rientrano nel target di over 60 e fragili sostenuto gratuitamente dal Ssr». «Gli anziani e i fragili potranno vaccinarsi contro l'influenza dal medico curante, che non avrà problemi di approvvigionamento. Anche le farmacie hanno cominciato a ricevere vaccini antinfluenzali. In regione ci sono più di 400 colleghi formati per fare i vaccini:: siamo pronti e disponibili».
Cdm

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