Fa pace con il Fisco ma si dimentica la società nelle Isole Vergini: denunciato imprenditore coinvolto in "Panama Papers"

Giovedì 6 Agosto 2020 di Marco Corazza
Fa pace con il Fisco ma si dimentica la società nelle Isole Vergini
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GRADO/PADOVA - Aveva fatto la pace con il Fisco, ma si era dimenticato di una società nelle Isole Vergini, per un imprenditore padovano residente a Grado arrivano i guai. Nelle scorse settimane i finanzieri del Comando Provinciale di Gorizia hanno sequestrato oltre mezzo milione di euro, su disposizione del G.I.P. presso il Tribunale Ordinario di Gorizia, nei confronti di un imprenditore padovano residente a Grado, coinvolto in passato nella nota inchiesta giornalistica denominata “Panama papers”, resosi responsabile, secondo gli inquirenti, del reato di dichiarazione infedele. 

Le indagini condotte dai finanzieri isontini, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Gorizia, sono iniziate a settembre 2019 a seguito di una ispezione tributaria. Gli approfondimenti investigativi effettuati anche con gli accertamenti bancari e richieste di cooperazione internazionale inoltrate alle autorità fiscali estere, hanno permesso di ricostruire le prove dell’evasione fiscale. L’imprenditore, infatti, sin dai primi anni '90, attraverso l’interposizione di diversi trust che consentivano di celare la titolarità degli interessi economici, è stato unico socio ed amministratore di due società situate in due “paradisi fiscali”: le Isole Vergini Britanniche e il Baliato del Guernsey. Grazie ad una di queste, l’imprenditore ha operato nel settore immobiliare, nella locazione di immobili del Regno Unito, fino al 2013.

Avvalendosi del “scudo fiscale” negli anni 2009 e 2010, ha potuto sanare la posizione con il Fisco, facendo emergere le disponibilità detenute all’estero e pagando l’imposta straordinaria, che consentiva di evitare sanzioni per gli illeciti commessi negli anni precedenti. Tuttavia, dagli approfondimenti delle Fiamme Gialle, è emerso che era stata occultata al Fisco l’esistenza della società sita nelle Isole Vergini Britanniche, nonché ulteriori disponibilità ancora presenti all’estero. Inoltre, nel 2013, durante la procedura di liquidazione della società immobiliare off-shore, sono stati assegnati all’imprenditore degli immobili nel Regno Unito; in quel momento, quindi, si sono realizzati i frutti dell’investimento a suo tempo effettuati, dal momento che negli anni il valore dei beni era più che triplicato. Tale attribuzione ha costituito un reddito di capitale, il capital gain, che non è stato indicato nella dichiarazione dei redditi.

Da qui, constatato il superamento delle soglie penali, è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria di Gorizia per il reato di dichiarazione infedele. Gli elementi investigativi raccolti nell’ambito delle ulteriori indagini sono stati valutati dal G.I.P. presso il Tribunale Ordinario di Gorizia, che ha emesso il decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, del profitto del reato pari all’importo dell’imposta evasa corrispondente a oltre mezzo milione di euro. Di conseguenza i militari hanno proceduto all’esecuzione del provvedimento sequestrando le somme di denaro (anche sterline) detenute sui conti correnti personali dell’indagato e le quote societarie di due aziende, nonché un’imbarcazione da diporto di circa 13 metri.

Ultimo aggiornamento: 11:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA