Il lavoro che uccide: ​45 infortuni al giorno, aumentano quelli mortali

Il lavoro che uccide: ​45 infortuni al giorno, aumentano quelli mortali

di Paola Treppo

FRIULI VENEZIA GIULIA - Quarantacinque infortuni al giorno come dato medio, festivi inclusi, 20 casi mortali nei primi 9 mesi del 2017, 2 in più rispetto al 2016, una crescita dello 0,3% per gli incidenti sul lavoro e del 2% per le malattie professionali. Questi i dati resi noti oggi, martedì 14 novembre, da Cgil, Cisl e Uil del Friuli Venezia Giulia durante l’assemblea regionale sulla sicurezza sul lavoro, tenutasi a Palmanova in vista dell’assemblea nazionale convocata per gennaio, alla presenza di quasi duecento tra dirigenti sindacali e delegati.

Il 2017 è l'anno nero con 12.242 infortuni 
«Sono numeri che testimoniano l’aggravarsi dell’emergenza sicurezza del lavoro in regione dove il 2017 rischia di chiudersi con un ulteriore aumento dei casi denunciati - fanno notare Orietta Olivo di Cgil, Mauro Franzolini di Uil e Roberto Muradore della Cisl -: sono stati 12.242 tra gennaio e settembre, in lieve crescita, +0,3%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che già si era chiuso con un incremento del 4% degli infortuni rispetto al 2015».

Perché così tanti? 
La flessibilità esasperata, la diffusione della precarietà, l’aumento dell’età pensionabile, destinata tra l’altro a un ulteriore incremento a partire dal 2019, la mancanza di prevenzione e di formazione. Queste, per i sindacati, le cause che hanno determinato un’inversione di tendenza nelle politiche della sicurezza, dopo lunghi anni caratterizzati da un andamento virtuoso, con una progressiva diminuzione dei casi denunciati, «effetto anche della crisi e della riduzione delle ore lavorate».

Giovani senza formazione
Per Cgil, Cisl e Uil, è necessario «opporsi con forza alla logica del lavoro a tutti i costi e intervenire per risolvere le piaghe dei giovani senza formazione, eccezione che diventa spesso la regola per i dipendenti delle agenzie interinali, dell’età lavorativa che si allunga per tutti senza tenere contro della gravosità del lavoro, delle troppe aziende, e non soltanto di piccole dimensioni, che continuano a non fare prevenzione e a negare un ruolo concreto ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza».

In aumento le malattie professionali
Ad allarmare i sindacati anche la crescita delle malattie professionali: i casi denunciati in Fvg, sempre nei primi nove mesi del 2017, sono stati 1.375, il 2% in più rispetto al 2016, a addirittura il 9% in più limitando l’analisi al settore industria e servizi. Da qui, per Olivo, Franzolini e Muradore, l’importanza di dare attuazione a tutte le normative comunitarie in materia di miglioramento delle condizioni e degli ambienti di lavoro, tra cui la Direttiva Reach, che sarà operativa da maggio 2018, sul monitoraggio di tutte le sostanze chimiche presenti nelle imprese.

Cosa fare per prevenire gli infortuni?
«È nell’ambito della contrattazione - sottolineano i sindacalisti - che dobbiamo avviare azioni concrete in materia di sicurezza, per contrastare la crescita degli infortuni e delle patologie da stress lavoro correlato. Dobbiamo richiamare le aziende al rispetto del documento di valutazione rischi, che spesso addirittura non esiste, rafforzare i rapporti con gli enti locali, gli enti deputati ai controlli e le aziende sanitarie: tutto questo, ovviamente, richiede il massimo impegno dei nostri rappresentanti per la sicurezza, che devono essere consapevoli di svolgere un ruolo fondamentale per la sicurezza e la salute di milioni di lavoratori».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 14 Novembre 2017, 14:46






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