Fvg in zona gialla da lunedì, dati migliori rispetto a dicembre. Fedriga: «Non è liberi tutti»

Domenica 31 Gennaio 2021 di Marco Agrusti
Massimiliano Fedriga

PORDENONE E UDINE - «Non è un liberi tutti, questo dev’essere chiaro». Massimiliano Fedriga ripete una frase già sentita, ormai familiare. Il Friuli Venezia Giulia da domani sarà in zona gialla, un film già visto. Anche in autunno, dopo tre settimane di “purgatorio”, la regione era tornata al livello minimo di restrizioni. Ma i contagi, in realtà mai scesi del tutto nonostante l’arancione, avevano “punito” la scelta e si erano rialzati nel periodo natalizio, anche in conseguenza dei tanti incontri possibili proprio in zona gialla. E sempre a causa di quella mezza impennata era scattata, a metà gennaio, la zona arancione che finirà domani a mezzanotte. Tutte dinamiche, queste, che la Regione ora non vuole più rivivere. 
IL MESSAGGIO
«Abbiamo l’occasione di far respirare l’economia - prosegue Fedriga - che è in grande difficoltà. Per questo serve grande prudenza. E il senso dell’ordinanza locale che sarà firmata a breve: la zona gialla non dev’essere intesa come un liberi tutti. La battaglia è ancora lunga. Serve una grande cautela per permettere alla regione, alle attività economiche, di ripartire». Il timore è quello di uno stop&go che non servirebbe a nessuno. Aperture seguite da chiusure che risulterebbero «solamente dannose per tutti». E stavolta la sfida è doppia. 
QUASI TUTTO APERTO
In autunno, quando il Fvg era tornato in zona gialla (il 4 dicembre era stata firmata l’ordinanza nazionale), le scuole superiori erano chiuse. Da domani, invece, 5mila studenti di licei e istituti tecnici torneranno tra i banchi. Si riproporrà quindi una situazione più simile a quella di settembre, tranne che per piscine, palestre, cinema, teatri e coprifuoco. Gli spazi e le opportunità di aggregazione saranno maggiori, considerando anche il fatto che in zona gialla potranno riaprire (solamente nei feriali) anche i musei (anche il Paff! di Pordenone) e gli spazi dedicati alla cultura. Una sfida ancora più difficile, perché con un’incidenza ancora alta (244 casi su 100mila abitanti secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, quindi considerando solamente la popolazione sintomatica con più di 55 anni) il rischio che il contagio riparta è concreto. Un ruolo importante sarà quello del tracciamento, anche se con una penetrazione così elevata dei casi è difficile che possa riprendere al 100 per cento. 
I NUMERI
Il Friuli Venezia Giulia, però, parte da una posizione migliore rispetto all’ultima volta che era stato in zona arancione e che si era visto “promuovere” in giallo dal ministero della Salute. Era il 4 dicembre, il classico venerdì del “giudizio” sui colori: quel giorno il ministro Speranza avrebbe decretato il passaggio in giallo, ma con dati molto elevati rispetto a quelli attuali. Si parte dagli attualmente positivi: il 4 dicembre erano 15.606 dopo l’impennata di ottobre-novembre, mentre il 29 gennaio (venerdì) erano 11.371, più di 4mila in meno. Significa che il Fvg affronta la zona gialla da un punto di partenza più basso. Sempre il 4 dicembre, il bollettino quotidiano riportava ben 1.040 contagi in 24 ore, con le province di Pordenone e Udine che facevano segnare aumenti giornalieri superiori al 10 per cento. L’epidemia era solo stata rallentata, non c’era alcuna discesa pronunciata. Venerdì, invece, in Fvg sono stati calcolati 557 nuovi casi (inclusi i test rapidi, che a dicembre non venivano conteggiati). Il dato, quindi, si è quasi dimezzato, e considerando solo i molecolari è calato di più della metà. E lo testimonia anche il valore-simbolo, cioè l’Rt settimanale, che misura la capacità del virus di diffondersi nell’immediato futuro. Il 4 dicembre era sì in calo, ma ancora vicino a uno (0,92), mentre questa settimana è crollato a quota 0,68. Gli esperti hanno dato il merito alle chiusure di Natale, che sarebbero responsabili del “tesoretto”. L’unico valore che rispetto a dicembre non è calato di molto (anche se ora si vede la discesa più marcata) è quello dei ricoveri: il 4 dicembre tra Medicine e Intensive erano 691, mentre venerdì erano 664. Ed è lì, in corsia, che un’eventuale ripresa del contagio farebbe più male. 

 

Ultimo aggiornamento: 09:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA