Covid, Udine senza la tradizionale fiera di Santa Caterina nata sei secoli fa a Pasian di Prato

Mercoledì 25 Novembre 2020 di R.U.
Covid, Udine senza la tradizionale fiera di Santa Caterina nata sei secoli fa a Pasian di Prato

Come accadde nel 1917, in piena Prima Guerra Mondiale, oggi, 25 novembre, Udine si è svegliata festeggiare la fiera di Santa Caterina. Le misure di contenimento dei contagi da coronavirus, con i pazienti di Covid 19 che stanno riempendo l'ospedale, hanno spinto il sindaco Pietro Fontanini ad annullare il tradizionale appuntamento con le giostre e le bancarelle del mercato di Santa Caterina d’Alessandria, vergine e martire durante la persecuzione di Diocleziano, nel 305, che animavano il Giardin Grande in piazza Primo Maggio a Udine.

LE ORIGINI

Va detto che il mercato in origine è sorto a Santa Caterina di Pasian di Prato, dove sorge l'omonima antica chiesetta edificata nel medio evo in una frequentata area di scambi. Infatti, la prima menzione del toponimo di Santa Caterina risale al 1367 in una deliberazione dell'allora Comune di Udine, che autorizzava la liquidazione delle spese sostenute da Dictalmo degli Andreotti e dal notaio Ermanno per un viaggio ad Aquileia in qualità di ambasciatori della città incaricati di chiedere al Patriarca Marquardo di Randeck il permesso per l'istituzione di un mercato. Mercato che fu autorizzato con un decreto di concessione il 4 novembre 1380, che autorizzava un libero mercato, esente da qualsiasi imposta, della durata di cinque giorni consecutivi, dal 23 al 27 novembre di ogni anno. L'apertura  veniva dichiarata dal pubblico banditore ed  era ufficiale solo quando lo stendardo del Comune di Udine giungeva sul prato e veniva innalzato sul pennone. Durante la fiera i commerci in città erano sospesi fino alla sera del 27, quando la bandiera veniva deposta e i banchi dovevano essere immediatamente smontati.

NEL CUORE DI UDINE

Nel  '400, il mercato di Santa Caterina fu spostato nei pressi del castello di Udine e da allora, il mercato si svolse nell'attuale Piazza Primo Maggio che ancor oggi è la sede di una delle feste tradizionali più amate dai friulani, dove nel corso del secolo scorso potevano acquistare merci alimentari, attrezzi agricoli e per la casa. La modernità ha cambiato in gran parte il tipo di merci esposte nelle bancarelle, ma l'abitudine dei friulani, grandi e piccoli, di visitare il mercato, è rimasta intatta. L'amministrazione comunale aveva provato a salvare l'appuntamento almeno con le giostre dopo aver annullato le bancarelle, arrendendosi poi all'evidenza dei fatti. «È la sagra più antica di Udine – aveva commentato il sindaco Pietro Fontanini - e ci dispiace. La manifestazione attira migliaia di persone e questa concentrazione ci ha portato a malincuore a sospenderla per evitare il rischio focolaio. Dobbiamo essere responsabili».

Ultimo aggiornamento: 14:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA