La Fiera riparte e punta sulla casa post Covid

Lunedì 8 Giugno 2020 di Lisa Zancaner

UDINE - Udine&Gorizia Fiere non solo non si fa fermare dal Covid-19, ma dalla pandemia trae spunto per progetti assolutamente innovativi. Tre i filoni si cui lavora l'amministratore unico, Lucio Gomiero assieme al suo staff per rilanciare l'ente: riqualificare gli edifici, dare un nuovo appeal al sistema fieristico e agli eventi.
IL CALENDARIO
L'emergenza Coronavirus ha, di fatto, espulso dal calendario l'appuntamento di Pollice Verde a Gorizia, in programma come ogni anno a primavera. Ora si guarda ai prossimi eventi, Casa Moderna in primis con una rivisitazione che può fare tendenza. Dopo la cancellazione del Salone del mobile di Milano, Casa Moderna può essere l'anticipatore di nuove mode e tendenze, nonché un trampolino di rilancio per l'intero settore del legno arredo che, come gli altri, ha sofferto del lockdown. Uno stop che, però, ha dato l'input per ripensare alla fiera ammiraglia in una veste tutta nuova. Dal 3 all'11 ottobre 2020 aprirà i battenti Casa Moderna post Covid-19.
FILIERA
CASAAccanto a filoni ormai consolidati come Casa sicura e Casa biologica, quest'anno si darà spazio ai nuovi temi emersi in questo periodo spiega Gomiero perché la casa, in lock down, è diventata un ufficio, una palestra e anche la cucina è diventata uno spazio nuovo, a volte un piccolo panificio. Ecco, allora, che la crisi diventa un'occasione e la Fiera ha già messo i ferri in acqua con l'intero cluster del legno arredo del Fvg, in modo da rilanciare l'intero settore. Vogliamo coinvolgere tutto il sistema aggiunge con cui dialoghiamo da gennaio per rivisitare questo appuntamento e diventare un'anteprima dopo la sospensione del Salone del mobile. E pare che gli operatori del settore siano pronti a ripartire: gli inviti per la pre iscrizione hanno già ottenuto un'adesione dell'85% degli espositori. Naturalmente ci si dovrà adattare alle misure anti-contagio, soprattutto per trovare le modalità per aprire Idea Natale aggiunge che lo scorso anno ha fatto 40mila visitatori, mentre per Casa Moderna il 2019 è servito a contenere il calo degli anni passati e questo 2020 sarà una vera e propria sfida che l'ente si prepara ad affrontare con gli strumenti giusti. Via, allora, a termoscanner integrati per controllare gli ingressi, la presenza della mascherina, dotati di dispenser igienizzanti e con tanto di touch screen con le istruzioni per ogni evento. Il punto nel post emergenza sostiene Gomiero è gestire i flussi che possono variare secondo la fiera. Vincerà chi adotterà gli strumenti che vanno in questa direzione che è variabile e non statica e fa un esempio su tutti: Un parametro è quello del numero massimo di persone da ospitare per metro quadrato. Noi cercheremo di arrivare lì e questo è l'impegno che ci prendiamo. Un impegno che vuole dimostrare un senso di responsabilità verso chi ha gestito in prima linea l'emergenza, misure cautelative che vanno nella direzione del rispetto verso chi ha contenuto il contagio. Certo aggiunge l'organizzazione sarà più complessa, ma già siamo abituati a sottostare a certe regole, basti pensare agli ingressi allo stadio.
IL FUTURO
Non solo gli appuntamenti in calendario. Durante il lockdown si è lavorato anche sul rilancio del sistema fieristico, un progetto che è andato avanti nonostante l'imposto stop di quasi due lunghi mesi. «All'inzio anche noi abbiamo fatto una chiusura totale afferma Gomiero gestendo solo gli elementi di emergenza per tenere gli edifici in ordine». Oggi si lavora in smart working e in parziale presenza e proprio il restyling degli edifici è uno dei temi portati avanti. Anzi, pure in accelerata. Tra pochi giorni otterremo i parere del Comune di Martignacco per partire con le gare per realizzare le manutenzioni straordinarie perché questo è un polo che merita segnali ed entro fine anno il quartiere si rifarà il look e troverà forse conferme alle ipotesi messe sul tavolo per un rilancio in grande stile. Due, per ora, le idee che si sta cercando di concretizzare: un campus e una sorta di succursale sanitaria. Dobbiamo creare nuove vocazioni e nuovi asset spiega l'amministratore - per la fiera in senso stretto stiamo pensando al tema outdoor: boschi e montagna perché in Fvg siamo nel posto giusto per questa tipologia che in fiere di altre regioni è stata messa da parte. Ma pensiamo anche che una parte della struttura possa essere dedicata a un campus con laboratori, didattica, start up e formazione artigianale, quello che è nelle corde del Friuli. E sono tutti percorsi che si stanno verificando con la Regione e partner esterni, mentre è in fase embrionale un'ulteriore ipotesi che, nell'era Covid, assume un senso logico. Si tratta di ospitare servizi ancillari a quelli del mondo della sanità come, ad esempio, un punto prelievi. Una vocazione della fiera da prendere in considerazione anche per la nostra collocazione logistica e per gli spazi. E su quest'ipotesi il confronto con la Regione è iniziato. © RIPRODUZIONE RISERVATA