«Prete derubato, i ladri marocchini chiedono perdono ma lui: «Datemi 10.000 euro»

Il piazza Grande di Palmanova e la chiesa

di Paola Treppo

PALMANOVA - «Perdono, noi vogliamo aiutare» ma poi due marocchini derubano  il prete e lui chiede un risarcimento di 10mila euro in tribunale. Il sacerdote dice "no" alla istanza di fare volontariato in parrocchia e il patteggimento salta.

La vicenda risale alla fine dello scorso marzo quando tre giovani avevano più volte bussato alla porta della canonica di Palmanova. Ad aprire era stato il sacardote anziano che segue la comunità del paese, don Angelo Del Zotto, 75 anni, un religioso mite e generoso, sempre calmo e pacato. Lui, che è parroco della Città Stellata da tanto tempo, conosce uno dei tre giovani, cui ha fatto spesso la carità, ma non gli altri due che si è portato appresso a fine marzo. Per questo fa attenzione ma il suo essere prudente non lo salva da un furto messo a segno nelle sue stanze mentre sta celebrando messa.

Chiedono la carità e poi lo derubano
Spariscono denaro contante per circa 6mila euro e monili in oro, preziosi che erano ricordi di famiglia; al rientro dalla chiesa don Angelo trova tutto messo sotto sopra: cassetti, armadi, documenti, il suo ufficio. Denuncia l'accaduto ai carabinieri che poi individuano due dei tre ladri. Sono proprio i marocchini che avevano bussato alla sua porta a fine marzo, dicendo di aver bisogno di aiuto ma anche di voler, in cambio, dare una mano.

Niente patteggiamento
I ladri sono Khalifa Bagrar, 19 anni, residente a San Daniele del Friuli, e di El Mehdi Zinaoui, 22 anni, residente a Trivignano Udinese. Entrambi finiscono in tribunale e il giudice, non potendo riconoscere le attenuanti generiche in assenza del risarcimento del danno, nega il patteggiamento già definito fra pm e difesa.

Chiesto un risarcimento di diecimila euro
​A respingere l'istanza di pena a un anno e 4 mesi di reclusione proposta dalla difesa, col consenso del pubblico ministero Paola De Franceschi, è stato, in questi giorni di inizio novembre, il giudice monocratico Paolo Lauteri. Respinto il patteggiamento per il diniego del parroco, don Del Zotto, che ha chiesto un risarcimento di diecimila euro, i due giovani saranno processati il prossimo 13 novembre.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 7 Novembre 2017, 12:25






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5 di 39 commenti presenti
2017-11-08 12:00:01
Anzi chiede poco. La Bibbia prescrive in caso di scoperta del ladro che questi paghi 5 volte tanto..vale a dire 30 mila euro.
2017-11-08 08:53:09
@ignotus: e Lei che ne sa? Magari erano frutto di una donazione, magari erano fondi delle offerte, stanziati per dei lavori in parrocchia....
2017-11-08 08:17:38
Porgi l'altra guancia. Ma non la tua. Forte. Che anche la Chiesa si sia accorta che c'è qualcosa che non va in questo sistema accoglienza, dove basta che sei straniero e sei accolto, a prescindere?
2017-11-08 06:52:22
Ha ragione il prete a chiedere il risarcimento. Tutto il resto è buonismo radical chic che comporta quattordici pesi e quattordici misure, per cui se lo stanziale delinque la paga con la legge, mentre per l'importato bisogna avere pazienza, accoglienza e perdono
2017-11-08 05:36:36
Anni fa uno di loro, appena sceso da pulman in paese di confine, mi chiese "Dove essere canonica prete"..non chiese dove fosse ilcentro di cultura islamico , per altro in paese vicino e precedente nelle fermate.In tale centro avrebbe potuto ricevere denaro , cibo , assistenza..in teoria. Col tempo la canonica non utilizzta di quel paese, avendo il parroco sede in altro vicino, venne concessa a famiglia bisognosa senza chiedere precedenti e conversion al Cattoicesimo..bonta' pura. Risultato...dopo alcuni mesi, notato un viavai di scooteristi, la casa venne cicondata e si scopri' che era magazzino di rifornimento per giovani spacciatori di erba presso le varie scuole del territorio.Grossista la Signora tanto amorevolmente accolta.