Coronavirus, anche in Friuli le terapie intensive iniziano a riempirsi: scatta l'allarme

Sabato 21 Marzo 2020 di Antonella Lanfrit
Medici anestesisti al lavoro

Il Friuli Venezia Giulia ieri, venerdì 20 marzo, ha contato 55 positivi in più al tampone per il coronavirus, meno dei 137 del giorno precedente (in totale 655), ma salgono decisamente i ricoverati in terapia intensiva, passati in ventiquattro ore da 29 a 38. Ciò significa che sono stati saturati i posti di terapia intensiva normalmente attivi in regione e che è diventato pienamente operativo il piano di ampliamento dei posti (da ieri su Udine, Trieste e Pordenone) stabilito il 16 marzo scorso dalla Regione. Esso prevede due step: un primo fino ad arrivare a 94 posti e un secondo che porterebbe i posti disponibili a 155, ma in questo caso servirebbe il supporto del Governo per le macchine necessarie.
Complessivamente, dunque, a ieri sera la regione contava 655 tamponi positivi, con i primi casi in diverse località friulane. Il maggior numero è nel territorio udinese (295) e in quello triestino (216). Nel pordenonese i positivi sono 114 e nel goriziano 30. Ieri si sono contati altri due decessi, che hanno portato i morti a 38: 10 a Udine, uno a Pordenone, 27 tra Trieste e Gorizia. Tutte le persone decedute avevano pluri patologie, come ha precisato il vice presidente della Regione con delega alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi. In isolamento ci sono 380 persone e quelle ricoverate in ospedale sono 143, cui si aggiungono quelle in terapia intensiva.
BANDO PER MASCHERINE
La Protezione civile intanto ieri ha diramato un avviso per poter reperire mascherine filtranti da distribuire alla popolazione «prodotte anche prive del marchio Ce e in deroga alle norme sull’immissione in commercio». Le mascherine dovranno avere alcune caratteristiche minime previste dal bando e gli operatori dovranno inviare la data di inizio di produzione, il tempo necessario a ogni consegna e il numero di pezzi – a partire da un minimo di mille - la capacità produttiva giornaliera, il prezzo a mascherina ed eventuali caratteristiche migliorative rispetto a quelle delineate nel bando pubblicato sul sito della Protezione civile regionale. La fornitura avverrà mediante procedura diretta.
SOLIDARIETÀ
Con il motto «Terapie intensive contro il virus. Le Bcc e le Cr ci sono» è stata avviata l’iniziativa di solidarietà del sistema italiano del Credito Cooperativo, sostenuta anche in Friuli Venezia Giulia dalle 10 Banche di Credito Cooperativo. Obiettivo è rafforzare i presìdi di terapia intensiva e sub-intensiva degli ospedali, nonché di acquistare apparecchiature mediche, in coordinamento con il Ministero della Salute. In contemporanea la Bcc Pordenonese e Monsile ha stanziato 100mila euro per i territori di Friuli Venezia Giulia e Veneto colpiti dal coronavirus, con priorità di destinazione a strutture ospedaliere e Protezione civile. L’istituto, è stato spiegato, «è in costante contatto con i vertici della Giunta di entrambe le Regioni per coordinare al meglio l’impiego e la destinazione dei fondi deliberati, attendendo disposizioni su quali saranno le realtà prescelte – in primis strutture ospedaliere e Protezione Civile - dove indirizzarli velocemente».
ANZIANI E MOVIMENTO
Preoccupati per i casi di Covid 19 verificatisi nelle case di riposo della regione, ieri i consiglieri regionali del Pd Franco Iacop e Mariagrazia Santoro hanno chiesto alla Regione «un piano che tuteli le fasce deboli in tutte le casistiche possibili» e hanno inviato al presidente Massimiliano Fedriga «alcuni contributi raccolti dall’ascolto di medici e operatori». Tra questi l’attivazione «di una task force nelle aziende sanitarie, perché sia di aiuto alle case di riposo». Ma l’assessore Riccardi taglia corto: «Le direttive ci sono già, anche operative». Sul fronte politico, la critica del consigliere di Open Fvg, Furio Honsell, alla nuova ordinanza di Fedriga. L’ordinanza «è sbagliata – ha sostenuto -, perché limitare ulteriormente la libertà dei cittadini, eliminando anche la possibilità di passeggiare all’aria aperta, è una scelta di dubbia legittimità democratica e, probabilmente, negativa dal punto di vista della salute».

Ultimo aggiornamento: 09:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA