Cliente "beffata", la banca condannata a risarcire 25mila euro

Venerdì 29 Gennaio 2021 di Redazione online
Cliente "beffata", la banca condannata a risarcire 25mila euro

Un ricorso del 2019 all'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) in seno alla Consob ha recentemente consentito ad una piccola azionista di CiviBank, assistita da Federconsumatori Udine, di recuperare «oltre 25mila euro». Un importo inferiore a quello inizialmente richiesto dalla ricorrente, ma comunque il sodalizio si dice molto soddisfatto della decisione, perché «l'Arbitro ha considerato prevalenti le nostre regioni tecniche», come dice il consulente Gianni Zorzi, che ha seguito in prima persona la vicenda. Per parte sua l'istituto di credito, che ha subito dato corso alla decisione dell'Acf, rileva come simili ricorsi siano «in numero esiguo» e che comunque hanno «una certa alea di giudizio, come nella giurisprudenza ordinaria».


FEDERCONSUMATORI
Il ricorso non è il solo di questo tipo all'attenzione di Federconsumatori, che continua a monitorare la situazione che riguarda i piccoli azionisti con titoli sul mercato Hi-Mtf «i cui titoli continuano, purtroppo, a mostrare evidenti segnali di illiquidità». «Stiamo valutando anche dei casi che riguardano un altro istituto di credito del territorio, con un titolo quotato sullo stesso borsino, per cui ci sono state delle perdite di valore», fa sapere Zorzi. «Riteniamo che il principio riconosciuto nella decisione» dell'Arbitro sulla azionista della banca cividalese «possa essere applicato anche a questi altri casi, che stiamo già seguendo con attenzione grazie al lavoro di squadra di tutta l'associazione». Come spiega Federconsumatori, secondo la decisione dell'Acf, CiviBank si sarebbe «resa responsabile per non avere informato adeguatamente la cliente dei rischi connessi all'acquisto delle proprie azioni, riconoscendo la differenza tra il corrispettivo versato e il prezzo teorico attuale, oltre alla rivalutazione monetaria e detratti i dividendi». Zorzi riconosce come sia stata «apprezzabile la condotta della banca, che ha puntualmente dato seguito alla decisione corrispondendo alla consumatrice quanto stabilito».


LA VICENDA
La piccola azionista, «che aveva acquistato una decina di anni fa circa 1.300 azioni della banca aveva chiesto di poter recuperare tutto l'importo versato, restituendo le azioni, ma l'arbitro ha riconosciuto solo la differenza fra quanto era stato versato e quanto valgono ora le azioni, grossomodo l'80%. Nel 2011-2012, all'epoca dell'investimento c'era ancora un po' di mercato interno - sostiene Zorzi -, ma inesorabilmente il prezzo è sceso e il volume delle proposte di acquisto si è ridotto. La banca è stata riconosciuta responsabile di non aver avvisato che un giorno si sarebbe potuta creare questa situazione».
LA BANCA
L'ufficio legale interno di Civibank, interpellato dal cronista, rileva che «alla ricorrente, che aveva fatto un investimento in azioni della banca, l'Arbitro per le controversie finanziarie ha riconosciuto un valore inferiore a quanto richiesto con il ricorso presentato nel 2019». L'ufficio legale sottolinea inoltre come il perimetro di queste iniziative sia «molto contenuto. Abbiamo un numero esiguo di questi ricorsi davanti all'Arbitro in seno alla Consob. Questi ricorsi presentano anch'essi una certa alea di giudizio come nella giurisprudenza ordinaria dei tribunali. Gli orientamenti sono passibili di cambiamento nel corso degli anni». Come peraltro riconosciuto dalla controparte, «la banca - conclude l'ufficio legale - ha dato subito seguito a quanto è stato deciso».
Cdm
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