Civibank, l'assemblea del rilancio: oltre 15.000 soci votano il piano

Sabato 13 Aprile 2019 di Antonella Lanfrit
Civibank, l'assemblea del rilancio: oltre 15.000 soci votano il piano

UDINE - Autonomi con reddittività adeguata, di modo che le azioni riacquistino quota e si schiodino da quel valore di 7,2 euro al quale si sono attestati dopo anni in cui il titolo faceva segnare ben altri valori.
È su questa partita, che riassume gli intendimenti del Piano strategico varato da Civibank per le azioni da qui al 2022, che oggi si giocherà il confronto nell'assemblea degli oltre 15mila soci convocata per le 9 al Centro di San Francesco a Cividale. Per centrare gli obiettivi primi, infatti, è strategico l'aumento di capitale fino a 65 milioni, proprio il punto su cui oggi i soci saranno chiamati a esprimersi nel primo punto dell'ordine del giorno: dare o non dare al Consiglio di amministrazione la delega perché verifichi in che termini sia possibile attuare tale aumento di capitale.
Nel caso del via libera, vi è connessa una modifica dello Statuto della Banca. Una mossa su cui ha già espresso pollice verso l'Associazione per il buon governo in Civibank, che ha tra i leader Renzo Marinig. Più volte, in previsione dell'assemblea, l'Associazione ha chiesto lo stralcio proprio del punto riguardante la delega al Cda per l'aumento di capitale, ma a poche ore dall'assise quel tema è rimasto.
E probabilmente non potrebbe che essere così dopo che il Cda ha approvato a inizio aprile il Piano strategico valido fino al 2022 e l'unica lista presentata per il rinnovo delle cariche nel Cda è proprio quella dello stesso Consiglio di amministrazione, con la presidente Michela Del Piero destinata, parrebbe, a restare al proprio posto.
DA TRIESTE AL VENETO Resta da capire, se oggi dovesse arrivare il via libera alla delega al Cda per l'operazione aumento di capitale, dove si trovano i soggetti interessati a investire in una realtà storica e importante sì, ma che chiede capitali in un momento congiunturale non particolarmente brillante anche per l'economia della regione e delle aree limitrofe. Un indizio potrebbe esserci nello stesso Piano strategico, che intende «valorizzare le potenzialità del Porto Franco di Trieste da collegare con il Veneto, che è la regione più dinamica e imprenditorialmente vivace del Paese, mettendo al centro il Friuli quale territorio di congiunzione e di ricadute positive».
Sebbene nei giorni scorswi si siano fatti i nomi di alcuni imprenditori friulani tra i possibili soggetti pronti a rispondere alla chiamata di Civibank, il grosso del flusso non è escluso che possa arrivare proprio dalla «regione più dinamica e imprenditorialmente vivace del Paese» e cioè dal Veneto (era stata avanzata l'ipotesi, poi smentita, anche di un ingresso nel capitale sociale di Fin.Int., la Finanziaria Internazionale di Conegliano, che ha già seguito in passato operazioni della Civibank). Nella regione confinante, del resto, l'istituto cividalese intende sviluppare business, con l'apertura di sportello a Vicenza e probabilmente anche a Padova, dopo aver già aperto a Castelfranco Veneto. Tutte aree un tempo dominio delle defunte Popolari venete. Insieme all'espansione territoriale, il Piano prevede anche un efficientamento della macchina, di cui faranno parte anche prepensionamenti e i pensionamenti con quota 100. Oggi si conoscerà l'umore diffuso tra gli azionisti, che da tempo non trovano mercato per le azioni che non hanno più il peso valoriale degli anni passati e attendono l'agognata svolta.

IL BILANCIO Il bilancio 2018 che sarà sottoposto all'assemblea, dopo essere stato approvato dal Cda a febbraio, registra un utile netto di 2 milioni, un incremento del 33 per cento di nuovi finanziamenti erogati, pari complessivamente a 531 milioni, e una Common equity Tier 1 Ratio al 13,26%, confermando così l'elevata solidità patrimoniale dell'istituto.
Le sofferenze nette sono in calo del 31 per cento rispetto all'anno precedente e in netto calo è anche l'incidenza del credito deteriorato. I nuovi finanziamenti alle famiglie sono stati pari a 162 milioni, con un incremento del 7,9 per cento; alle imprese sono andati 369 milioni, con un incremento dei finanziamenti anno su anno del 48,8 per cento.
 

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