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Costi fuori controllo, da 160 a 800mila euro: chiude la piscina termale di Grado

Venerdì 23 Settembre 2022
Piscina termale

UDINE - I rincari sulle bollette di gas ed energia elettrica mettono in difficoltà anche gli impianti termali del Friuli Venezia Giulia, traducendosi nella chiusura della piscina di Grado, dal 9 ottobre, e nell'interruzione di alcuni servizi di Arta (Udine). In forse anche la continuità dell'attività a Monfalcone (Gorizia). Lo ha reso noto Roberto Marin, presidente della Git di Grado, società che gestisce la spiaggia e le terme della località balneare. «Il nuovo contratto per la fornitura del gas - ha spiegato Marin - decorre dal 1 ottobre con le nuove tariffe proposte dal gestore, l'unico che ha partecipato tra 10 invitati alla gara: gli altri si sono ritirati causa l'impossibilità di garantire l'erogazione per la difficoltà di acquistare la materia prima. Questo contratto - ha precisato - prevede un aumento dei costi dai 160.000 euro annui attuali fino agli 800.000 euro a parità di consumi. Per la fornitura di energia elettrica il cui contratto scadrà a dicembre, prevediamo un aumento dei costi da 150.000 annui a oltre 400.000». Cifre «insostenibili - ha proseguito - anche per tenere aperta la sola piscina termale nel periodo invernale, con una previsione di almeno 80.000 solo di gas per cinque mesi». A fronte del caro energia, Marin ha precisato che «la decisione di chiudere è stata presa di comune accordo con la società Terme del Fvg»; «Terme di Arta - ha aggiunto - ha già interrotto alcune funzioni», ossia piscine e centro benessere, mentre la parte riabilitativa e sanitaria restano aperte. Per quanto riguarda Monfalcone, invece, «qualche speranza di continuità del servizio resta per ora vista la minore dipendenza dal gas e data la presenza di un pozzo di acqua calda che consente di ridurre parzialmente i consumi energetici». 

Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 11:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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