Bambina morta schiacciata dall'acquasantiera: inchiesta per omicidio colposo

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Bambina morta schiacciata dall'acquasantiera: inchiesta per omicidio colposo
UDINE - La Procura di Udine ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti per fare luce sull'incidente costato ieri pomeriggio la vita alla bambina udinese di 7 anni, schiacciata da un'acquasantiera nella chiesa della scuola. Lo conferma il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo.

La Procura ha ritenuto non necessario disporre l'autopsia. Il corpicino della bambina sarà restituito alla famiglia dopo l'esame esterno, forse già nella giornata di domani. La Procura attende ora l'esito delle attività investigative avviate dai Carabinieri e dagli esperti dell'Azienda sanitaria locale, essendosi l'incidente verificato in ambito scolastico.

A SCUOLA ALUNNI SUPPORTATI DA PSICOLOGA
Sono state dedicate all'elaborazione del lutto e al supporto dei bambini le attività scolastiche svolte oggi con gli alunni della scuola primaria dell'Educandato Uccellis di Udine dopo la morte della loro compagna. La mattinata si è aperta con un incontro in aula magna dove i bambini di alcune classi, quelle maggiormente coinvolte dalla tragedia, e molti dei loro genitori sono stati accolti dalla psicologa della scuola. L'esperta ha disposto gli alunni in cerchio e favorito l'apertura al dialogo. I bambini hanno cominciato a esprimere le loro emozioni e a dedicare un pensiero per Penelope. Gli alunni sono poi rientrati nelle proprie classi dove è proseguita un'attività dedicata. Molti hanno fatto dei disegni che poi sono stati appesi sulla porta della chiesa di Santa Chiara interna all'istituto dove si è verificata ieri la tragedia. La scuola ha cancellato invece in segno di lutto e rispetto tutte le altre attività extrascolastiche.

IL CORDOGLIO DEL SINDACO
«Non ci sono parole per descrivere lo sgomento per la morte improvvisa e assurda della piccola Penelope. Come non ce ne sono per cercare di far sentire la nostra vicinanza ai suoi genitori, nel tentativo di alleviare per un attimo, se possibile, questo immenso, inconcepibile dolore». Così, in una nota, il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, dopo la morte della bambina di sette anni morta ieri a seguito delle ferite riportate dopo essere stata schiacciata da una pesante acquasantiera. «Eppure - aggiunge - le parole vanno cercate anche e soprattutto quando mancano. Ed è con questa consapevolezza che voglio esprimere a nome di tutta la comunità cittadina il più profondo cordoglio ai genitori di Penelope, ai suoi compagni di classe, alla Dirigente dell'Istituto Uccellis, agli insegnanti ed educatori e a tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerla e di volerle bene».
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Venerdì 22 Novembre 2019, 15:10






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2 di 2 commenti presenti
2019-11-22 17:38:44
Una voltai in situazioni tristi era il prete ad esprimere parole di conforto per i vivi toccati da un lutto. Oggi nell'epoca del relativismo imperante tocca agli PSICOLOGI che per formazione professionale sono in maggioranza atei. Come cambiano i tempi. Pensare che ai miei tempi non esistevavo per noi bambini di allora nè psicologi nè neuropsichiatri infantili. Non ne avevamo bisogno, elaboravamo da soli i lutti. Ma nell'epoca dell'iperprotezionismo e dell'ipercoccolamento va bene così.
2019-11-22 16:17:14
Non vorrei essere nei panni degli educatori che potrebbero essere rinviati a giudizio per omicidio colposo unitamente al parroco per l’ acquasantiera non a norma per il “diletto” di chi vuol giocarci appendendosi. Non dico che i bambini di una volta non fossero irrequieti ma MAI come quelli di oggi iperviziati dai genitori. La differenza stava nei metodi educativi che una volta a rafforzamento della parola utilizzavano anche salutari ceffoni o calci nel sedere . Di permissivismo in permissivismo si è giunti all’attuale lassismo per cui a pargoli sempre più irrequieti, indisciplinati e capricciosi viene consentito tutto. Ora non solo chi è demandato ad accudire tali bambini è costretto a subire la loro iperreattività, ma anche quando creano problemi a se stessi con gesti autolesivi in conseguenza della loro agitazione non sempre gestibile da parte di dovrebbe farlo per compito istituzionale, alla fine chi ci va di mezzo come capri espiatori sono gli educatori e/o accompagnatori a cui inevitabilmente con le inchieste giudiziarie verrà rovinata la vita. Ecco perché non farei l’insegnante neppure per tutto l’oro del mondo.