Perde la testa per la cameriera e trasforma la sua vita in un incubo

Perde la testa per la cameriera e trasforma la sua vita in un incubo

di Paola Treppo

FRIULI COLLINARE (Udine) - Perde la testa per la bella cameriera e diventa il suo incubo peggiore con maniacali passaggi sotto casa; le renderle la vita impossibile.  

Il primo incontro: l'inizio di un incubo
La conosce casualmente un giorno quando, alla pausa pranzo, decide di fermarsi a mangiare in un locale della zona collinare di Udine. Entra nel bar e rimane folgorato dalla sua bellezza; i suo modi aggraziati e gentili gli fanno ribollire il sangue nelle vene. Ci scambia due parole e fa qualche risata insieme. Poi se ne va e riprende il suo lavoro in cantiere. La giovane cameriera ripensa durante il pomeriggio a quel bizzarro cliente che non le aveva mai tolto di dosso lo sguardo.

​Non immagina ancora che quegli occhi diventeranno l'inizio di un incubo: finito il suo turno, infatti, la donna rientra a casa e nota subito che un camioncino la segue e la "scorta" sino alla sua abitazione. Scende dall'auto e vede che quell'uomo apparso dal niente la sta guardando. Fa per avvicinarsi, poi decide di urlargli dall'uscio di casa: «Lasciami stare! Vattene via!». Entra in fretta e chiude subito la porta.
 
Appostamenti e pedinamenti

Siamo agli inizi del 2017 e da quel momento ogni volta che apre la porta di casa la giovane cameriera si trova davanti la sagoma di quel camioncino e puntato addosso lo sguardo di quell'uomo. Ogni suo movimento è rapito da quegli occhi. Ogni suo spostamento per andare al lavoro o per accompagnare i figli a scuola sono continuamente osservati. Alza il suo sguardo e vede subito quegli occhi che la controllano. Per lei la vita diventa impossibile perché niente riesce a fermare quell'uomo che si è invaghito di lei.

La denuncia 
La donna trova il coraggio e denuncia la vicenda ai carabinieri della stazione di Majano, comandata dal maresciallo maggiore Silvano Michielin. Chiede loro aiuto perché quello stalker sta rovinando la sua armonia familiare. Vuole ritornare a vivere normalmente. I carabinieri raccolgono la denuncia e i certificati medici che attestano il suo stato ansioso e iniziano pure loro gli appostamenti: scoprono immediatamente la presenza assillante di quell'uomo. Cercano di farlo ragionare: lui non desiste e gli notificano un ammonimento del questore.

L'escalation 
Nemmeno questi primi provvedimenti convincono l'uomo a smettere. Diventa solamente meno assillante. Smette con gli appostamenti, ma continua con i passaggi e con gli sguardi lanciati dal suo camioncino. La giovane donna cambia orari e percorsi, ma il paese è piccolo: lui riesce sempre a trovarla.

La condanna in primo grado
I carabinieri annotano tutti i suoi molesti e maniacali passaggi, i suoi insistenti messaggi sul cellulare e chiedono al giudice per le indagini preliminari l'emissione della misura cautelare del divieto di avvicinamento. La ottengono e gliela notificano. Alla fine del 2017 arriva pure la condanna in primo grado del tribunale nei suoi confronti. Dovrebbe finire in carcere e pagare 8.000 euro di risarcimento danni. La pena, però, è sospesa ma viene confermato il divieto di avvicinamento con obbligo di dimora.

Ancora un episodio e poi le manette
Per un breve periodo la smette ma agli inizi della primavera di quest'anno la sagoma di quel camioncino riprende a passare incessantemente lungo le strade del paese, dove abita la donna. Evita di fermarsi in lunghe soste ma la sua attenzione ha sempre un obiettivo ben preciso. La donna continua a sentirsi oppressa, lo stato ansioso cresce e trasforma la sua vita, rendendola impossibile. Anche i figli piccoli capiscono che la loro mamma sta male.

L'arresto
Intervengono nuovamente i carabinieri di Majano. Attraverso una minuziosa ricostruzione di tutte le vicende persecutorie documentano le violazioni degli obblighi imposti a quell'uomo, così da ottenere dal giudice per le indagini preliminari l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Così, mercoledì 16 maggio, rintracciano l'uomo, un 53enne friulano residente in un comune della Collinare e lo arrestano. Viene accompagnato nel carcere di Udine. Per la giovane cameriera è la fine di un incubo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 18 Maggio 2018, 08:48






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4 di 4 commenti presenti
2018-05-21 18:57:30
La fine di un incubo? Appena esce dal gabbio riprende come prima.
2018-05-18 18:21:53
Un altro con le rotelline a remengo.
2018-05-18 13:58:36
Strano che sia un friulano, gente di solita concreta che non corre dietro ai sogni. Per me costui, più che il carcere, necessita di una cura psichiatrica urgente ed obbligatoria. Comunque, penso che sia le autorità che i giornali dovrebbero pubblicare il suo nome & cognome ed il paese di residenza: così il controllo sociale dei compaesani e la relativa vergogna, forse aiuteranno a farlo smettere.
2018-05-18 12:28:02
Si vede che mai prima aveva ricevuto un sorriso. La Carinzia e' vicina e sai quanti sorrisi avrebbe ricevuto...senza dannarsi l'anima a vuoto?Prima la buonasera e poi la mano.