"Fischietti" sulle auto e catarifrangenti in strada per salvare gli animali: un'azienda si muove

Sabato 18 Gennaio 2020 di Camilla De Mori
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UDINE - Un fischietto da montare sulle prese d'aria delle automobili, per evitare che sciacalli dorati, ma anche cervi e cinghiali decidano di attraversare la strada proprio quando sta passando un Suv. Oppure, dei catarifrangenti da piazzare a bordo delle strade, nei punti considerati più a rischio, statistiche alla mano, per porre un freno agli incidenti che coinvolgono la fauna selvatica, uccidendo molti esemplari protetti. Dopo l'ennesimo schianto che ha lasciato sul terreno la carcassa di uno sciacallo dorato, stavolta a Tavagnacco (vedi altro articolo), arriva sul tavolo della Regione una nuova proposta per cercare di arginare il fenomeno, a tutela sia degli animali sia degli uomini. Tania Lanzutti, referente per un'azienda di Remanzacco (la Scubla srl) per i prodotti di gestione faunistica, si è fatta avanti con l'amministrazione regionale, anche sull'onda della sequela di incidenti che hanno coinvolto gli sciacalli. E, assicura, non si tratta solo di affari. «Dispiace che questa specie così rara debba fare i conti con tanti incidenti mortali, ad una media di quasi uno al mese - dice Lanzutti - e nessuno fa niente se non andare a recuperare gli animali investiti, quando ci sono strumenti che potrebbero aiutare ad arginare il fenomeno. Per questo, mi sono fatta avanti e gli uffici regionali hanno accettato un incontro, in cui vedremo il da farsi, che si terrà la prossima settimana». Lanzutti, laureata all'ateneo di Udine in gestione faunistica, pensa in particolare a dei «catarifrangenti, da installare sui delineatori stradali, su entrambi i lati della carreggiata. Quando l'auto, di notte, illumina il dispositivo, questo emette fasci di luce all'esterno. Così l'animale percepisce la luce e si blocca: si è dimostrato molto efficace su cinghiali, cervi e caprioli, ma va testato sui canidi. Decine di comuni in Friuli e in Italia li stanno montando, anche in provincia di Udine, penso per esempio a Pagnacco e Cervignano. Ci sono anche i modelli acustici, che, oltre a riflettere la luce, emettono anche una specie di fischio». Il modello ottico, spiega, costa «circa 10 euro», mentre quello acustico «oltre un centinaio». Quanti ne servirebbero? «Va messo un catarifrangente ogni 30 metri su entrambi i lati, quindi per ogni chilometro ne servirebbero una sessantina», che, a 10 euro l'uno, porterebbe il totale a 600 euro circa, a livello ipotetico, per la fornitura, cui bisognerebbe aggiungere i costi di allestimento. Secondo lo zoologo del Museo friulano di storia naturale, Luca Lapini, «lo sciacallo potrebbe essere una specie ombrello sotto cui riparare molti altri mesovertebrati che vengono investiti spesso negli stessi punti, con evidente vantaggio anche per gli automobilisti».
LA REGIONE
L'assessore regionale Stefano Zannier, che, spiega, per il momento non è stato coinvolto («Nessuno me ne ha parlato»), assicura che «non c'è nessuna preclusione da parte nostra, non siamo contrari a metterli, ma bisogna vedere di cosa parliamo, se questi dispositivi funzionano. Va benissimo fare prevenzione. Poi, se gli interventi sono da fare sulle strade, probabilmente devono farli i soggetti gestori, come Regione potremmo aiutarli fornendo delle statistiche sugli animali investiti». Di norma, comunque, aggiunge, «sono questioni normalmente gestite dalla viabilità. Quando ero assessore in provincia di Pordenone ne ho fatti mettere anch'io, di dispositivi analoghi, ma i risultati allora non c'erano stati. Tuttavia, non siamo contrari a priori». Sul fenomeno degli sciacalli dorati investiti, però, Zannier non vuol sentir parlare di esemplari decimati: «Sono coinvolti, in proporzione, negli stessi incidenti di qualsiasi altro animale. Solo che una volta gli sciacalli non c'erano, mentre adesso sono aumentati in maniera molto importante. E in modo altrettanto importante finiscono sotto le auto. È una proporzione matematica». Il dato, stimato dagli esperti, di 60-70 sciacalli in Friuli, secondo Zannier sarebbe «poco realistico. Probabilmente ce n'è molti di più. Non mi risulta che ci sia alcun censimento degli sciacalli in Fvg né che sia tecnicamente possibile. Non dico che non sia un'emergenza ma dico che non è possibile dire che sono decimati. In alcune aree, soprattutto confinarie, gli esemplari stanno aumentando in modo considerevole: sono assolutamente sottostimati. Detto questo, ben venga la prevenzione».

  Ultimo aggiornamento: 10:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA