Molestie all'adunata degli Alpini: il Corpo «si raduna da decine di anni e non si è mai evidenziata una situazione del genere»

Martedì 17 Maggio 2022
Molestie all'adunata degli Alpini

UDINE - Sul caso delle molestie segnalate all'adunata degli alpini di Rimini, prosegue il dibattito, dalla Regione al Consiglio comunale di Udine. Per la prima volta, si è espressa anche la commissione regionale pari opportunità, che ha voluto dire la sua in merito a quanto accaduto e denunciato da molte ragazze a margine del raduno. Per la Crpo Fvg, «va sicuramente condannata qualsiasi forma di violenza».

«La presidenza della Commissione di parità sottolinea innanzitutto che i primi a prendere le distanze e a condannare quanto accaduto sono stati proprio gli alpini, a detta dei quali i responsabili vanno individuati e severamente puniti, e questo è fondamentale. Spiace però leggere che i fatti denunciati vengano ricondotti all'evento nel suo complesso, a cui hanno partecipato 450mila persone circa, e non ai singoli colpevoli».

Il Corpo «si raduna da decine di anni e non si è mai evidenziata una situazione del genere». Per la commissione «non si può permettere che a farne le spese sia l'intero Corpo, fermo restando che le donne e le ragazze coinvolte devono assolutamente sporgere denuncia per assicurare alla giustizia i colpevoli. La presidenza della Commissione condanna, però, tanto le generalizzazioni e il discredito verso tutti gli alpini per il comportamento intollerabile, e sicuramente da condannare, di alcuni, che auspica siano individuati e puniti velocemente». Quanto ai commenti «giunti dai vertici dell'amministrazione comunale di Trieste», per la presidenza della Crpo Fvg «certi ragionamenti non possono essere tollerati, a maggior ragione se provengono da una figura istituzionale come un primo cittadino».


CISL
Diversa la posizione del coordinamento donne Cisl Fvg, secondo cui «la festa non giustifica comportamenti sgraditi»: «Qui non si tratta di sminuire il valore e l'operato delle Penne Nere, ma di chiarire come sono andate le cose, tenendo in debito conto le segnalazioni e denunce già depositate», si legge in un comunicato del Coordinamento cislino. «Il quadro che sta emergendo commenta la segretaria della Cisl Fvg, Claudia Sacilotto è inquietante».


IN COMUNE
Anche a Udine la consigliera Cinzia Del Torre (Pd) con Alessandro Venanzi ha presentato una mozione (illustrata da Venanzi in consiglio, visto che la collega era assente giustificata), per esprimere «massima solidarietà alle donne vittime di molestie durante l'adunata di Rimini e in ogni altra occasione», «condanna» dei molestatori, ma anche affetto e stima per il Corpo degli alpini e l'Ana. In aula, anche una seconda mozione (firmata da Paolo Pizzocaro e Giovanni Govetto), che Venanzi ha definito «più testosteronica della nostra». Da lì la richiesta di arrivare ad un testo comune perché, ha detto, «non ci devono essere divisioni su questo tema». Su questo ha convenuto Govetto (Fi), secondo cui però la mozione dem era proprio «divisiva» perché «anticipa già chi ha ragione e chi ha torto. La nostra mozione incoraggia le donne che ritengono di aver subito molestie a fare segnalazione». Concorde Andreucci (Lega). Nello stigmatizzare le parole del sindaco di Trieste Dipiazza, Vincenzo Martines ha ricordato a tutti che, con queste premesse, dopo i fatti di Rimini, «saranno tutti con il cannocchiale puntato sull'adunata di Udine del 2023», invitando alla mediazione. Secondo il vicesindaco Loris Michelini, che a Rimini c'era, «se si parla di sospendere l'adunata perché una persona ha fatto una denuncia, non so in che mondo viviamo». E rivolto a Martines: «Se adesso devo organizzare un'adunata ed essere osservato con la lente di ingrandimento, sai che ti dico? Organizzala tu e io ti osservo con la lente di ingrandimento. Abbiamo già le scatole piene a fare le cose bene, figuriamoci se per un anno dobbiamo parlare di quello che successo. Sul condannare ogni violenza siamo d'accordo tutti. Ma evitiamo di sovrapporre problemi a problemi». «Non si può gettare ombra su tutto un Corpo per cose che sono al vaglio degli inquirenti», ha aggiunto l'assessore Antonio Falcone. Sara Rosso ha invitato i colleghi a «lavorare su una mozione unica da presentare in consiglio il 30 maggio». Una linea sposata dai proponenti. Mozioni ritirate e via al lavoro di sintesi.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci