Overdose di Alice in stazione, pusher si rifiutò di vendere la dose mortale

Giovedì 10 Ottobre 2019
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UDINE - Alice, la sedicenne friulana deceduta per overdose da eroina gialle nei bagni della stazione ferroviaria di Udine il 3 ottobre 2018, e il suo fidanzatino avevano tentato in una precedente occasione di acquistare la stessa sostanza da uno spacciatore diverso da Jamil Shaliwal che poi gli ha venduto la dose letale. Emerge dalle motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Udine ha condannato lo stesso Shaliwal, di 25 anni, afgano, a sei anni e sei mesi di reclusione con l'accusa di aver ceduto la dose di eroina gialla alla coppia e aver quindi causato la morte dell'adolescente come conseguenza non voluta di altro delitto.

L'altro spacciatore si era rifiutato perché era venuto a conoscenza del fatto che i due abitualmente assumevano la sostanza per via venosa e sapeva che il principio attivo e le caratteristiche di quella sostanza sarebbero state troppo pesanti e pericolose per due giovanissimi. Shaliwal, tuttavia, «più volte aveva ammonito il ragazzino affinché si astenesse da quella modalità di assunzione poiché tale metodo comportava il rischio di morte», riportano le motivazioni. Questo suo atteggiamento, però, secondo i giudici non è sufficiente e «non esonera da responsabilità (colposa)», anche se il minore aveva promesso «che non avrebbero fatto ricorso a quel metodo».

Ultimo aggiornamento: 19:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA