Futuri architetti al lavoro per la ricucitura urbanistica tra Gorizia e Nova Gorica, città unica ma sdoppiata

Giovedì 7 Ottobre 2021
Il confine urbano e statale nella città di Gorizia-Nova Gorica (Ansa)

TRIESTE - Progettare una «ricucitura» urbanistica fra due città separate da un confine, Gorizia e Nova Gorica, che rimarranno in due Stati, Italia e Slovenia, ma che già oggi rappresentano, urbanisticamente, l'una la prosecuzione dell'altra e viceversa. Peculiarità che ha contribuito al titolo di Capitale europea della cultura 2025. È l'obiettivo delle due amministrazioni comunali e del corso di Architettura dell'Università di Trieste a Gorizia che, con la collaborazione con l'ateneo «fratello» di Lubiana, ha avviato la terza e più ampliata e internazionale edizione del Laboratorio di progettazione proprio per la ricucitura urbanistica.

All'iniziativa, attivata su proposta degli assessorati all'Università e all'Urbanistica del Comune di Gorizia con il finanziamento del Consorzio universitario di Gorizia, ha chiesto di partecipare un numero più che doppio rispetto agli anni scorsi, 70 studenti (su 40 posti), provenienti da varie regioni italiane e dalla Slovenia. «Il laboratorio, attivato due anni fa, è diventata un'esperienza consolidata per gli studenti di Architettura che vengono a studiare in città - spiega l'assessore alla Cultura di Gorizia, Chiara Gatta -. L'offerta è di altissimo livello e vi si affiancano iniziative integrative come quella del Go/N.Go RRR International Lab». Inoltre, sono coinvolti gli uffici comunali, che seguono le proposte dei ragazzi, consentendo accesso alla documentazione. Il presidente del Consorzio Universitario Gorizia, Paolo Lazzeri, ha parlato di «una collaborazione internazionale di matrice culturale mitteleuropea».

© RIPRODUZIONE RISERVATA