Uccisa dal fidanzato: l'assassino scrive ai genitori di Nadia

Venerdì 1 Dicembre 2017 di E.B.
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TRIESTE - «Non so se la leggerò». Con queste parole il papà di Nadia Orlando, la 21enne di Vidulis di Dignano che il 31 luglio scorso è stata uccisa strangolata dal suo fidanzato Francesco Mazzega, ha commentato la lettera che si sono visti recapitare - tramite i loro avvocati - da parte dell'assassino. Dopo aver ucciso la fidanzata, Mazzega ha guidato con il cadavere accanto prima di costituirsi - la mattina seguente - al comando della Polizia stradale di Palmanova dove ha confessato di essere il responsabile del delitto.

È rimasto in carcere dal 10 agosto dopo il ricovero nel reparto di diagnosi e cura dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. A 57 giorni dalla confessione è stato scarcerato e si trova agli arresti domiciliari a casa dei genitori. La missiva è contenuta in una busta bianca, anonima, che però i genitori di Nadia non hanno voluto leggere. «Non l'ho tenuta in mano, non l'ho ancora toccata e non so nemmeno quando la toccherò - afferma il papà della ragazza - non so dove la metterò. Questo è il segnale definitivo che mia, che nostra figlia, non c'è più.

Dopo 120 giorni ci viene inviata una lettera: non ci sono parole». «Sarà la gente a giudicare come ci possiamo sentire dopo centoventi giorni - ha aggiunto - non posso immaginare cosa ci sia scritto. Ognuno farà le sue supposizioni». La lettera è giunta attraverso i legali di Mazzega, Federico Carnelutti e Annaleda Galluzzo, fino all'avvocato della famiglia Orlando, ed è stata consegnata a Vidulis di Dignano (Udine) ai genitori di Nadia. I familiari ritengono «doveroso» che il contenuto rimanga strettamente riservato.
 

 

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