Al teatro Verdi va in scena "Boris Godunov": «Opera affascinante»

Mercoledì 5 Febbraio 2020 di E.B.
 TRIESTE - La produzione di Boris Godunov di Modest Petrovič Musorgskij – prima rappresentazione al Teatro Lirico Giuseppe Verdi venerdì 7 febbraio con repliche fino al 15 febbraio – è basata sulle scelte effettuate dalla Fondazione di concerto con il Maestro Alexander Anissimov, che ne sarà Direttore e Concertatore, di muoversi lungo la strada tracciata dalla tradizione dell’edizione Lamm – Asafev (1928), e abitualmente utilizzata nel mondo teatrale russo, tenendo conto di alcune prassi esecutive e, non secondariamente, della popolarissima versione nell’orchestrazione di Rimskij Korsakov, in modo da raggiungere la sintesi che darà luogo alla rappresentazione triestina.

Boris Godunov è un’opera affascinante, come lo è la sua vicenda creativa: unica opera di Modest Petrovič Musorgskij a essere rappresentata con l’autore vivente e suo capolavoro riconosciuto, Boris Godunov testimonia la missione del compositore di dare alla Russia una musica veramente figlia del suo popolo, basata sul patrimonio folkloristico e sulla storia nazionale. A imporsi all’ascolto è soprattutto la grande sincerità umana, l’idealismo della visione di Musorgskij, che è riassunta al meglio dalle sue stesse parole: “È il popolo che voglio descrivere, lo vedo anche quando dormo, penso a lui quando mangio e quando bevo l’ho davanti agli occhi, nella sua interezza: e quale ricchezza spaventosa di possibilità e di immagini musicali vi è nel linguaggio popolare, quale inesauribile miniera rimane da scavare per portare alla luce ciò che è vero nella vita del popolo russo. Vi è solo da raccogliere, e si può ballare di gioia quando si è un vero artista”.








  Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio, 17:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA